220 cani bisognosi di una casa e di una famiglia

Sono ben 220 cani e ricordare tutti i loro nomi, età, storie ed eventuali (purtroppo e troppo spesso presenti) patologie non è facile. Ma Caterina Uccheddu, una delle volontarie più tenaci e impegnate che ci siano in Sardegna, responsabile del rifugio per animali randagi di Gonnosfanadiga, Amici degli animali, da 10 anni si prende cura nella struttura di 220 anime sfortunate: o meglio, che sfortunate lo erano prima di incontrarla. Entrare nel rifugio di Caterina, per chi ama i cani, dona una ventata di serenità e amore: come si può vedere dalle immagini, gli animali stanno liberi tutto il giorno e vivono insieme in totale armonia.

Solo chi è in grado di “sussurrare” ai cani è in grado di compiere tale opera: Caterina Uccheddu si prende cura di loro nel corpo ma soprattutto nell’anima e i risultati, come si può vedere, sono tutti in quella quotidianità fatta di parole d’amore e sguardi affettuosi. Nel rifugio, che non gode di nessun finanziamento pubblico ma si regge solo con le offerte dei sostenitori, operano 8 volontari (la cui giornata inizia alle 5,30 del mattino e si conclude a tarda sera) tra cui Valeria, la figlia dallo stesso cuore e anima di Caterina: ogni suo gesto e movimento è accompagnato da uno stuolo di quattro zampe adoranti che la seguono, solo per il fatto che lei c’è. Perché per chi ancora non l’avesse capito o non lo sapesse, a un cane quello che serve per vivere bene e nel rispetto della sua natura, è la costante presenza umana senza la quale, da animale sociale, non trova la sua corretta collocazione nel mondo.

Il rifugio è organizzato alla perfezione e ogni cane viene curato e trattato nel rispetto della sua storia (la maggior parte di questi animali proviene da situazioni di maltrattamento, abbandono o disagio come Pippo, trovato in fin di vita con la testa sfracellata da una fucilata) e delle eventuali malattie (a parte la quasi sempre presente leishmania come nel caso di Ginevra nella foto, moltissimi ospiti sono anziani e con patologie serie e molto dispendiose). Ma sono le cucce ad essere il fiore all’occhiello della struttura: realizzate da un geometra proprio per il rifugio, costituiscono dei ripari caldi, “a castello” e sicuri con cuscini, materassini e coperte all’interno.

Le fatiche quotidiane per portare avanti un’opera simile, tutti i giorni, senza fondi (si pensi che solo per sfamare i cani al rifugio si spendono in cibo circa 1000 euro al mese) e senza ferie, riposo né poter staccare mai, è solo per grandi anime: Caterina Uccheddu è una di queste. Una Signora con la S maiuscola, che parla sottovoce, con garbo, gentilezza e dolcezza. Negli occhi un senso di passione totale pe l’impegno della vita, quello di dare una seconda possibilità a creature innocenti e sfortunate, seguito con la stessa energia dal suo piccolo esercito di volontari, una “famiglia” che, in silenzio, opera con amore infinito.

Nel rifugio di Gonnos si trovano 220 cani bisognosi di una casa e di una famiglia (nella foto la splendida Bella) ma anche di cibo e coperte calde in vista dell’inverno. Per aiutare Caterina Uccheddu contattare il rifugio al http://www.amicideglianimali.net/ o telefonare al 348 6995817.

Stefania Pusceddu

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