Acqua di rete: garanzie e criticità

Dott.ssa Gigliola masal

Quali sono le garanzie che offre l’acqua di rete o potabile?

Dal punto di vista igienico-sanitario è sicura in quanto, come prevede la normativa attuale, vengono effettuati tanti controlli, va sempre depurata perché è potenzialmente inquinata in quanto può avere origine sotterranea o superficiale.

I primi trattamenti di potabilizzazione delle acque prevedevano un processo di filtrazione lenta per arrivare ai dosaggi di agenti disinfettanti ancora oggi usati (ipoclorito di sodio, biossido di cloro, cloro gas, ozono, UV-C).

Con l’intervento dei processi di purificazione sono state definitivamente debellate alcune malattie infettive

dovute alla proliferazione, in acque malsane, di agenti patogeni  (tifo, colera).

Le acque potabili o di rete oggi dovrebbero essere sicure, salubri e pulite. Raramente è però possibile erogare un’acqua di rete senza sottoporla ad adeguati trattamenti di potabilizzazione.

A seconda della loro provenienza, le acque di rete possono essere di origine sotterranea o superficiale, sono necessari trattamenti più o meno complessi e caratterizzate da differenti qualità e proprietà.

Se si utilizzano acque sorgive o di falda, i trattamenti si limitano alla decantazione, filtrazione e disinfezione.

Le acque superficiali (laghi e fiumi) invece, essendo maggiormente esposte all’ambiente esterno, risentono rapidamente delle condizioni meteorologiche. In questo caso i trattamenti sono costituiti da più stadi e prevedono l’applicazione di agenti flocculanti (policloruro di alluminio, solfato di alluminio, ecc.) per la precipitazione delle sostanze non eliminabili con la semplice filtrazione (limo, argilla, ecc.), e di carboni attivi (adsorbenti).

Tutti questi trattamenti non sono privi di controindicazioni e sono senz’altro una delle cause di alterazione del prodotto.

Quando apriamo il rubinetto e assaporiamo l’acqua con un retrogusto di cloro, questo dimostra che l’acqua in uscita dal potabilizzatore ha subito un processo di copertura, cioè è stata addizionata di cloro, sotto forma di gas per tutelare la nostra salute qualora durante il condottamento si dovesse verificare un’infiltrazione nelle tubature di terra e/o microrganismi potenzialmente patogeni.

Quando non si sente l’odore del cloro vuol dire che questo è stato consumato e che quindi ha reagito con qualcosa.

L’acqua di rete può presentare delle criticità?

La normativa contempla un certo numero di sostanze indesiderabili e tossiche che non possono essere presenti al di sopra di una determinata concentrazione.

Non esistono oggi in Italia serie alternative al cloro e ai suoi composti (ipoclorito di sodio e biossido di cloro).

Ricordo inoltre che l’acqua erogata dagli impianti di potabilizzazione percorre molti chilometri in tubazioni che, in alcuni casi, sono molto vecchie con perdite e infiltrazioni e costituite da materiale non particolarmente idoneo al trasporto dell’acqua (piombo). La tendenza è senz’altro quella di ridurre il numero delle non conformità presenti nelle reti idriche, anche se la qualità dell’acqua al punto d’uso può differire sostanzialmente da quella erogata dall’acquedotto.

Concludendo, l’acqua potabile è caratterizzata da alcune criticità, è di qualità elevata ed è in grado di fornire sufficienti garanzie al consumatore.

Continuate a seguirmi per eventuali aggiornamenti sul sito www.studioagiemme.it

Dott.ssa Gigliola Masala

biologa consulente per la sicurezza alimentare

Mail: info@studioagiemme.it

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