Angelo Branduardi ospite a sa Domu e s’Orcu

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Nell’immensa cornice del festival regionale del cibo “Appetitosamente”, tenutosi a Siddi, tra gli ospiti, a Sa Domu e s’Orcu (Tomba dei giganti), Angelo Branduardi con l’incantevole concerto “Camminando camminando”. Sa Domu e s’Orcu, situata a sei chilometri dal paese, è stata riempita da duemila persone, venute da varie parti della Sardegna per ascoltare la voce di Branduardi e la sua band composta da Antonello D’Urso chitarre; Andrea Pollione alla tastiera; Stefano Olivato al basso e Davide Ragazzoni alla batteria.

2 Sin dalle prime battute del cantante ha colpito subito il suo umorismo e il cordiale rapporto con il pubblico: «Se vedete per caso un musicista qui tra voi, se vi annoia potete prenderlo e murarlo in queste pietre». Col suo canto ha percorso il suo vasto repertorio di una carriera quarantennale. Il concerto si è diviso in due momenti: il primo dedicato alle sue canzoni classiche più conosciute; il secondo alla spiritualità francescana dal suo album “L’infinitamente piccolo”.

3 Negli intermezzi ha raccontato vari aneddoti, mostrando le sue innumerevoli conoscenze sulla storia della musica, sull’estetica musicale, ritmica, numerose anche battute scherzose.

5 Si è poi soffermato su com’è nata la collaborazione con i francescani e il cd “l’infinitamente piccolo”. «Un giorno vennero da me quattro frati minori di Assisi», ha sottolineato, «che mi diedero in regalò un libro “le fonti fonti francescane”, libro di quasi 1800 pagine, chiedendomi se potevo trasformare le parole scritte in musica. Io perplesso dissi che non sarei mai riuscito a leggere tutto il libro anche perché detta la verità non provavo manco tanto interesse tanto i frati non si accorgeranno mai se lo leggo o no. Invece no i frati tornarono mi chiesero se lo avessi letto, dissi la verità di no ma soprattutto mi colpi la loro richiesta di trasformare in musica le parole esatte. Armato di coraggio, mi misi e fu’ un successone e vendette tante copie».

4 Uno scenario eccellente. Emozionante è stato vedere come il sole, bello e caldo, piano piano scendeva e andava a dormire dando il buongiorno alla luna e lasciando delle scie di vari colori.

Claudio Castaldi

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