Anpi: inaugurata una nuova sede in Trexenta

Il paese di San Basilio accoglierà le iniziative promosse dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia nel nuovo locale sulla via Umberto I, recentemente inaugurata alla presenza di sostenitori locali e simpatizzanti arrivati per l’occasione da paesi vicini.

La sede prende il nome suggestivo di “Bella Ciao” le cui note, eseguite in un brano dal vivo, risuonano nell’accoglienza, mentre il pubblico prende posto e sul finire della cerimonia, prima dei saluti di congedo.

Intervengono alla cerimonia il prof. Andrea Pubusa, docente dell’università di Cagliari, Antonello Murgia e Marco Lostia rispettivamente presidente provinciale e della Trexenta dell’ANSPI. Incontriamo anche una rappresentanza della zona campidanese con il presidente dell’ARCI Aldo Dessì e naturalmente fra i primi promotori dell’iniziativa, Lorena Cordeddu, coordinatore del centro per l’impiego di Sanluri.

Nelle pareti della sala, ridipinte di fresco, campeggiano riproduzioni di giornali, manifesti, illustrazioni risalenti al ventennio delle dittature e alla resistenza italiana.

«Uno degli impegni prioritari di questa nuova sede – dice Marco Lostia – consiste nella realizzazione di una mostra permanente, qui a San Basilio, con la quale fare informazione e proporla nel territorio, nelle scuole come nei luoghi di cultura, nella prospettiva di costituire un centro di documentazione che raccolga le esperienze dei diversi centri».

Durante la serata, incontriamo Serafino Cordeddu, sanbasilese e decano dell’associazione. Superati gli ottant’anni sente di poter offrire ancora un contributo importante per la diffusione dei valori universali maturati durante la resistenza. Iscritto al PCI praticamente da sempre, dal 1975 al 1990 ha militato attivamente nel partito in diversi ruoli; come segretario della sezione locale quindi nell’incarico di vicesindaco. Ha fatto parte del comitato regionale sardo e fra i compagni ha conosciuto Renzo Laconi, Umberto Cardia, Girolamo Sotgiu e Giovanni Battista Melis.

Gli chiediamo qualche ricordo del periodo in cui esistevano ancora i partiti di massa.

«Con la scomparsa del Partito Comunista Italiano, è venuta meno l’autentica cultura democratica, contro le derive dittatoriali – purtroppo sempre in agguato», afferma Cordeddu. «Nel partito abbiamo maturato le più importanti esperienze di cultura amministrativa e insieme ai nostri sostenitori, ci siamo ritrovati per raggiungere grandi conquiste ma soprattutto abbiamo saputo rappresentare quella parte di società formata da braccianti agricoli, pastori, operai, piccoli contadini, ai quali ancora adesso occorre – eccome! – dare risposte adeguate per i loro diritti. Oggi è difficile riprodurre ciò che è stato il partito, ma non ci scoraggiamo. Iniziative come questa di oggi servono anche per sensibilizzare le coscienze dei giovani».

Le manca la sezione?

«Accidenti se manca! Mancano gli esponenti di spicco e ne risente il coinvolgimento dei cittadini».

Quale potrebbe essere oggi la realtà politica in grado di proseguire nell’attività di un partito di autentica ispirazione di sinistra? «Una confederazione di movimenti e gruppi, che vada dai comunisti italiani, rifondazione, socialisti, fino alla sinistra cattolica; una realtà che rappresenti veramente l’area di sinistra nel paese».

Come ricorda l’epoca di militanza politica nel partito? «Un sogno e una passione. Fra compagni si condivideva il desiderio di un futuro migliore e riuscivamo a sostenere le lotte per far valere i diritti di un’ampia parte di cittadini, i più deboli, in un sistema purtroppo spesso, iniquo. Assistere alla conclusione di quell’esperienza è stata una disgrazia per tutti. Ne abbiamo risentito noi, la politica e l’intera società».

Giovanni Contu

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