Antonino Casu: mezzo secolo in mezzo agli impianti elettrici

Giocando con le parole, ci apprestiamo a conoscere più da vicino, un grande imprenditore guspinese, che sa farsi apprezzare anche oltre il Tirreno. Persona seria e riservata, pragmatica, molto determinata e generosa. Ritengo siano gli aggettivi più appropriati per meglio delineare il profilo di Antonino Casu, Nino per gli amici, che oggi rappresenta una importante realtà del sud Sardegna.

  Nasce nel 1954 a Guspini, padre contadino, madre casalinga, quarto di quattro figli. Terminate le scuole dell’obbligo, frequenta il biennio dell’Istituto Tecnico per Geometri di Guspini. Proprio nel corso del secondo anno, si convince sempre più che per la sua famiglia, mantenerlo agli studi, avrebbe rappresentato uno sforzo economico notevole, tenuto conto che già un altro fratello stava completando lo stesso percorso scolastico. A malincuore decide di lasciare la scuola. Causa un problema fisico, scoperto in età giovanile, si rende conto che la scelta in campo lavorativo dovrà essere necessariamente rivolta verso un lavoro non troppo pesante. Il giovane Antonino  sente una particolare attrattiva per il campo dell’elettricità. Forte di questa passione, chiede al padre di intercedere presso conoscenti affinché possa essere  assunto in qualche impresa locale. Viene pertanto assunto presso l’azienda di Mario Pilloni, noto  e stimato imprenditore guspinese, titolare di una importante società specializzata nell’impiantistica elettrica e al quale sarà sempre riconoscente. Dopo undici anni come dipendente, nel corso dei quali acquisisce una discreta esperienza e conoscenza del settore, decide di mettersi in proprio.

Nel 1982 il giovane Antonino inizia la grande avventura come imprenditore. Prende i primi lavori in subappalto e da lì a qualche anno, assume i primi quattro dipendenti. Nel 1991, avviene il salto di qualità. Si aggiudica un’importante commessa da parte di una società “continentale”, leader nel campo delle piastrelle, proveniente da Sassuolo, che nella zona industriale di Guspini costruisce il grande stabilimento “Terre Cotte”. Grazie alle conoscenze tecniche che riesce ad affinare in questa struttura industriale, Antonino Casu si sente pronto per l’iscrizione all’apposito albo regionale, che gli consentirà di partecipare a bandi di gara per lavori importanti sia in termini tecnici che economici. L’azienda è ben strutturata, si dotta di adeguate attrezzature e naturalmente, visto l’incremento del  volume d’affari, aumenta la forza lavoro, passando a 12 dipendenti. La crescita ha il vento in poppa. Nel 2000 si aggiudica importanti lavori di illuminazione pubblica, in diversi comuni dell’isola, per conto di Enel Sole, con la quale continua la collaborazione anche negli anni successivi, senza trascurare gli altri settori dell’impiantistica civile e industriale. Nel 2007, alla luce dello sviluppo avuto, si rende necessario ampliare gli spazi occorrenti alle esigenze aziendali. Procede all’acquisizione dell’ attuale sede nella zona industriale di Guspini. Nello stesso anno, l’imprenditore guspinese decide di costituire la Casu Antonino srl, che in un capannone adiacente alla ditta individuale, si occuperà della commercializzazione degli smalti e vernici per tutti i settori e che attualmente occupa sette risorse.  La competenza e la serietà di Antonino Casu arrivano anche nella penisola. In virtù di ciò, nel 2015, con una delle società più importanti a livello nazionale, nel settore dell’efficientamento energetico, firma un contratto pluriennale per l’installazione e la manutenzione, in diversi grossi comuni della Sardegna, di impianti finalizzati all’efficientamento luminoso (LED). Tale acquisizione, per la quale ha dovuto ulteriormente dotarsi di specifiche attrezzature e materiali, ha reso indispensabile l’acquisizione di un altro  capannone, confinante con l’azienda delle vernici.  «Il know-how della nostra azienda, nel campo dell’impiantistica elettrica, è in grado di coprire a trecentosessanta gradi, le esigenze del settore sia pubblico che privato», afferma Antonino Casu, «Abbiamo saputo riconvertirci velocemente, man mano che le esigenze del mercato si modificavano come il periodo del fotovoltaico. Molti miei competitors si erano buttati a capo fitto in quel settore. Quando le richieste hanno cominciato a invertire la rotta sono rimasti al palo perché non si erano specializzati in altri segmenti. Le mie aziende non hanno risentito della grave crisi, proprio perché, non avendo trascurato gli altri settori, abbiamo saputo orientare le vele a secondo del vento». «Nei nostri laboratori», prosegue l’imprenditore, «è stata allestita un’officina di cablaggio nella quale opera uno staff tecnico di elevata competenza, che consente di fornire al cliente l’opera “chiavi in mano”. L’efficientamento  luminoso, che al momento rappresenta il settore che ci vede maggiormente impegnati, rappresenta  la fonte più importante dei ricavi relativi alla ditta individuale. Dal punto di vista occupazionale, le due aziende, attualmente, occupano trentacinque risorse umane», dice con soddisfazione Antonino Casu che però, con velata criticità, ci tiene a evidenziare il fatto che alla Guspini produttiva, nel settore dei lavori pubblici, si senta la mancanza di una società nel campo del condizionamento e dell’impiantistica gas nonostante la presenza di bravissimi piccoli artigiani, mentre è ben rappresentata nei lavori stradali, ristrutturazioni e della pubblica illuminazione.

Cosa ne pensa dell’attuale situazione politica?  «La situazione ideale che l’imprenditore auspica, a fronte del capitale di rischio investito in azienda, è sicuramente di stabilità politica ed economica. Lo scenario di incertezza che si respira non aiuta. La burocrazia, la pressione fiscale e ora anche la politica stanno condizionando non poco le attività del comparto produttivo. I partiti nascono, si trasformano, scompaiono ma le nostre aziende devono andare avanti perché non bisogna dimenticare che i posti di lavoro li crea l’imprenditore con l’ausilio della buona politica».

Qual è  il segreto del suo successo?  «Credo che non ci siano delle regole fisse. Ogni azienda e ogni imprenditore sono una storia a sé. Nel mio caso penso sia stato determinante il fatto che abbia iniziato dalla gavetta come dipendente. Ho potuto quindi vedere e vivere il contesto nel quale opera l’impresa, da diversi punti di osservazione. Questo mi ha aiutato e mi aiuta ancora oggi a leggere correttamente gli eventi aziendali e quelli connessi alla mia posizione di imprenditore. Altri  elementi indispensabili per il buon funzionamento della struttura aziendale sono la capacità di organizzare e pianificare il lavoro. Aggiungerei anche il coraggio di mettersi in gioco e soprattutto tanto impegno, dedizione e serietà professionale. Il rispetto delle norme sulla sicurezza del lavoro, oltre che un obbligo di legge, sono  per me un altro punto fermo sul quale non si transige. Non credo di dire una stupidata se affermassi che oltre alle competenze tecniche e manageriali occorra una buona dose di fortuna se  è vero come dice il proverbio, che aiuta gli audaci».  Un’ultima domanda: che consiglio si sentirebbe di dare a un giovane che volesse intraprendere un’attività artigianale? «Nessuno di noi ha la sfera di cristallo, io ancora meno. Lo scenario nel quale oggi ci confrontiamo è decisamente cambiato, rispetto a quando la mia generazione è scesa in campo. Oggi la globalizzazione, se da un lato aumenta le possibilità di farsi conoscere, dall’altro rende molto più complessa e competitiva la sfida. Una cosa però mi sento di suggerire: ci vuole una forte determinazione, costanza, tantissima voglia di lavorare e di mettersi in discussione, ma ancora di più umiltà e rispetto per il prossimo, valori  di cui mai come oggi se ne senta il bisogno. Il lavoro alla lunga paga sempre.

Maurizio Onidi

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