Assemblea di promozione della donazione di organi

Ieri, 10 maggio, si è svolta a Siddi, nell’ambito della Settimana della Salute, un’assemblea pubblica di sensibilizzazione su donazione e trapianto di organi organizzata dall’associazione di trapiantati Prometeo AITF Onlus e dall’Amministrazione comunale, rappresentata in questa sede dal vicesindaco e assessore alle Politiche sociali Daniela Pilloni e dall’assessore ai Rapporti con le associazioni Lorella Puggioni.  In questo Comune, presso l’Ufficio anagrafe, è attivo da pochissimo il servizio di registrazione delle dichiarazioni di volontà sulla donazione di organi post-mortem, una delle modalità con cui è possibile manifestare in vita le proprie intenzioni ed evitare che la decisione se acconsentire o meno al prelievo degli organi ricada sui propri familiari in un momento già di per sé drammatico.

Elisabetta Pusceddu, anestesista e rianimatrice del Centro trapianti di fegato e pancreas del “Brotzu”, ha spiegato che il prelievo degli organi può avvenire solo in assenza di opposizione e solo se viene accertata la morte encefalica, ossia «un’interruzione irreversibile delle funzioni dell’encefalo», che deve essere confermata al termine di 6 ore di osservazione, durante le quali sono eseguiti vari test ed esami. Rispondendo alle curiosità del pubblico, il dott. Mascia ha, invece, spiegato che l’età dei donatori è molto varia: si va, purtroppo, da neonati ad ultraottantenni. Organi quali il rene e il fegato, infatti, possono mantenersi in buone condizioni anche negli anziani. Variabili sono pure i tempi di attesa per ricevere un nuovo organo, ma i pazienti più gravi hanno priorità sugli altri.

Due trapiantati della Prometeo, Gianni Fadda e Luigi Pilloni, hanno poi raccontato la loro nuova vita, vissuta con il pensiero sempre rivolto al loro donatore e ricca di attività per loro un tempo impensabili. Il presidente della Prometeo Giuseppe Argiolas, ha, invece, ribadito l’importanza che non solo le associazioni di settore ma anche le istituzioni pubbliche facciano attività di sensibilizzazione affinché tutti possano esprimere una scelta consapevole in vita. Una necessità che emerge anche dal tasso di opposizioni alla donazione che lo scorso anno, in Sardegna, è salito dal 19% del 2016 al quasi 27% e che comprende molti “no” pronunciati dai familiari del paziente deceduto perché non conoscevano la volontà del loro caro.

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