Bloccati dentro il parco comunale

I social possono essere un utile strumento di comunicazione se utilizzati correttamente ma finiscono più spesso con l’essere un mezzo per raccogliere malcontento o veicolare critiche sui disservizi pubblici, dalla citazione di un episodio negativo seguono non solo critiche ma elencazioni di episodi analoghi accaduti ad altri protagonisti. Questo è quello che è accaduto due settimane fa quando un utente su facebook lamentava di essere stato invitato, dall’operatore in servizio al chiosco, ad uscire dal parco comunale della via XXV Aprile ben in anticipo rispetto agli orari di chiusura riportati nel cartello all’ingresso del parco. A questa prima lamentala sono seguiti numerosi commenti inevitabilmente negativi di frequentatori ed alcuni hanno raccontato episodi analoghi e altri dichiarano di essere rimasti bloccati all’interno per più di un’ora prima che dall’esterno si accorgessero delle richieste d’aiuto. Gli episodi più frequenti si concentrano nella stagione invernale, quando il parco e meno frequentato la sera, mentre è risaputo che nelle notti d’estate diventa un luogo di incontro per numerose famiglie con bambini e tanti giovani.

Uno di questi episodi, che in una sera d’inverno ha visto come protagonisti dei dodicenni, è diventato oggetto di un’interrogazione in Consiglio Comunale. Il gruppo consigliare “Obiettivo Serramanna”, a firma di tutti i consiglieri della minoranza con prima firmataria Manuela Ortu il 26 febbraio 2018 ha presentato all’attenzione del Presidente del Consiglio e del Sindaco un’interpellanza che riportando le testuali parole del chiede “se il Sindaco o l’Amministrazione fosse a conoscenza dell’episodio e del ripetersi di questo; chi, e a che titolo, è responsabile della gestione dell’apertura e chiusura dell’area pubblica del “Parco di XXV Aprile”; quali sono state le azioni portate avanti per informare i cittadini circa gli orari di apertura e chiusura dell’area;  in che modo l’Amministrazione intende intervenire al fine di prevenire ulteriori eventi simili che possono mettere a rischio l’incolumità pubblica”. Nella seduta del 26 Aprile 2018 è stata fornita agli interroganti una risposta scritta presentata dallo stesso sindaco Sergio Murgia, che circoscrivendo il proprio intervento al caso dei minorenni ricorda che l’amministrazione appena informata dell’accaduto ha prontamente provveduto a far intervenire il gestore del chiosco, “si precisa inoltre che a questa amministrazione non risultano segnalazioni di episodi simili che abbiano coinvolto altre persone. Inoltre risponde che la responsabilità degli orari di apertura e chiusura del parco sono in capo al presidente della cooperativa “Activa” titolare della concessione dello stesso dal 1997 e ricorda che dal 2009 la cittadinanza è stata informata con appositi cartelli in loco circa gli orari di apertura e chiusura e che per il futuro si intende intervenire modificando gli orari di fruizione del parco e con una campagna di sensibilizzazione e informazione verso “gli adulti, ad una maggiore attenzione ai bambini che fruiscono del parco, sia chi deve gestire l’apertura e la chiusura dello stesso sia i loro genitori”. Le posizioni tra le due parti sono distanti e la consigliera Ortu si dichiara non soddisfatta delle risposte fornite. Sicuramente un fatto è certo che quando siamo vittime di un disservizio o disagio o pensiamo che i nostri diritti non siano stati rispettati o ancora abbiamo subito un sopruso non basta accendere il computer o ancora più semplicemente il cellulare e scrivere su una piazza virtuale la nostra indignazione per quanto accaduto ma dobbiamo scrivere per denunciare o informare di quanto accade agli organismi competenti che sia la polizia locale o altro ente e agli organi politici perché ne siano informati.

Elena Fadda

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*