Buona la prima per Silvia Pintus

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Serata di premiazioni nel “Teatro Fratelli Medas” di Guasila per il concorso dedicato ai luoghi dell’Altrove, ispirato alla memoria di Giulio Angioni. Fra i diversi partecipanti – alcuni con alle spalle precedenti esperienze nella scrittura, 68 in tutto e 10 finalisti – l’esordiente Silvia Pintus di Gonnosfanadiga, la più giovane dei concorrenti, si classifica al settimo posto con la sua prima prova nella veste di scrittrice.

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Ventiduenne nata ad Asti da genitori cagliaritani, diplomata nell’indirizzo pedagogico del liceo “Marconi Lussu” di San Gavino Monreale, Silvia attualmente si trova alla ricerca di un lavoro, e dedica il proprio tempo libero alla produzione narrativa. Dopo aver saputo del concorso tramite un’amica, ha deciso di partecipare in ragione della propria grande passione che coltiva da quando era bambina. Il racconto, intitolato “Sei mesi dopo”, parla di un’amicizia fra un bambino e un anziano, e di un segreto da custodire. Dalle parole emerge il desiderio della complicità e della fiducia reciproca, nella sua bisogno senza tempo, oltre i vincoli di età e di esperienza. L’ingenuità si confronta con la disillusione e non viene meno l’entusiasmo fino alla conclusione della lettura. I primi tre classificati del concorso sono, al primo posto il nuorese Giovanni Gùsai con “Metallo pesante”, secondo Maurizio Pretta Carboni ed il suo “La bambina con il violino” quindi al terzo posto un autore cagliaritano, Gianpaolo Manca, con “Un calcio in parrocchia”.

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Due le uniche donne fra i 10 finalisti scelti dalla giuria; accanto alla giovane Silvia una nota conoscenza nel Medio Campidano, Anna Steri, musicista e scrittrice, recentemente vincitrice fra una platea internazionale del premio “Alda Merini” con il volume “Nevralgie affettive”. Due donne; una esordiente e l’altra autrice affermata, insieme nell’emozione intellettuale. Nelle intenzioni di quanti hanno partecipato per la buona riuscita del concorso, vi è la volontà di incentivare le abilità creative, tanto nei nuovi autori quanto per chi è abituato al pubblico, affinché non si perda l’attenzione sulla qualità del nostro patrimonio culturale a cui Giulio Angioni, come autore di narrativa, ha dedicato grande impegno. Occasioni come questa del Festival dell’altrove rappresentano un confronto prezioso in ambito intellettuale e la partecipazione dei nostri giovani mette in evidenza come la stagione per dedicarsi alla scrittura sia ricca di frutto e in continuo germoglio.

Giovanni Contu

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