Chine Vaganti: avere vent’anni

Certi maestri – storie di persone comuni, speciali o incredibili, questo il titolo del libro di racconti e illustrazioni autoprodotto dall’Associazione Culturale Chine Vaganti per celebrare i primi vent’anni d’attività. Vent’anni in cui il gruppo si è espanso ed è cresciuto, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, fino ad annoverare tra le sue fila autori professionisti di caratura nazionale e internazionale, partiti proprio dall’esperienza associativa.

Il libro è composto da 9 illustrazioni e altrettanti racconti brevi, in cui ogni artista ha avuto modo di declinare, secondo la propria sensibilità ed esperienza, la figura e il concetto del maestro. Un volume, tra l’altro, impreziosito dall’intervento di alcuni ospiti d’eccezione: si va dalla presentazione di Bruno Enna, celebre sceneggiatore Bonelli e Disney, ai testi di Eleonora Carta (Newton Compton), Teo Benedetti (Edizioni EL, Einaudi Ragazzi, Fanucci) e Manuelle Mureddu (Condaghes, Betistòria), sino alla realizzazione del progetto grafico di Angelo Monne (Internazionale).

Dedicato alla memoria degli illustratori e fumettisti Angelo Tatano Corrias e Franco Putzolu, che instaurarono con i membri dell’associazione un rapporto di profonda amicizia, Certi Maestri è stato presentato per la prima volta a San Gavino Monreale con un reading letterario, lo scorso 10 novembre 2017. Nelle settimane successive, lo spettacolo è stato riproposto all’undicesima edizione del Giocomix (fiera del fumetto e del gioco che si tiene nei locali dell’hotel Setar di Quartu) e alla biblioteca comunale di Guspini.

Lo spirito dell’Associazione Chine Vaganti, ossia quello di mettere a disposizione delle nuove leve di artisti le conoscenze acquisite, è trasfuso in questo volume che porta con sé tutto il bagaglio di professionalità ed esperienze maturato dal gruppo in vent’anni di attività.
Il tutto con un occhio di riguardo al territorio di appartenenza, il Medio Campidano, grazie al fittissimo lavoro di promozione, produzione e divulgazione del fumetto in ogni sua forma.

Un processo incessante e continuo, oggi come vent’anni fa.

Giacomo Pitzalis

 

Intervista a Nicola Murtas

  • Che correlazione c’è tra il tema del “maestro” e la tua illustrazione?

Nel mio disegno ho cercato di rappresentare la figura del maestro non tanto come fonte di consigli verbali, ma attraverso l’esempio deducibile dalle sue azioni.
Volevo trattare e far emergere quello della tolleranza, poiché ritengo che sia un qualcosa di molto attuale e vicino a ognuno di noi. Come modelli, ho optato per due bambini, che nell’immaginario comune vengono visti come allievi, ma che spesso, spogliandoci dei preconcetti tipici degli adulti, si rivelano essere veri e propri maestri.

  • Sei uno dei soci più giovani all’interno dell’associazione: quanto il supporto e l’aiuto di membri con più esperienza ti è servito e ti aiuta nell’evoluzione del tuo stile?

Tantissimo. Avere la fortuna di mostrare i propri lavori, ricevere un parere esperto e vedere come un professionista lavora, non solo ti fa capire dove migliorare, ma anche come trovare il percorso artistico più adatto alle tue caratteristiche. Inoltre l’associazione offre un luogo ricco di stimoli, in cui confrontarsi e mettersi continuamente alla prova.

Intervista ad Andrea “Boccolo” Orrù

  • A vedere la tua illustrazione la mente non può che viaggiare verso quei cartoni giapponesi che hanno formato e fatto sognare tante generazioni. Quanto sono stati maestri, per te, quei mondi e quei personaggi?

 La mia intenzione era proprio quella di fare breccia nella memoria delle persone che, come me, hanno vissuto un’infanzia sognando di diventare come gli idoli cartooneschi del periodo. Senza accorgermene, quei mondi e personaggi mi hanno trasmesso cosa significa il rispetto per gli altri e il sapersi comportare in ogni circostanza… e poi diciamocela tutta: chi non ha mai sognato di indossare quella maschera e quel mantello?!

  • All’interno di Chine Vaganti hai avuto modo di conoscere altri appassionati come te? Hai mai pensato di creare qualcosa di tuo?

Per fortuna, all’interno della famiglia di Chine, non sono l’unico che ha vissuto quel periodo old school e capita, certe volte, di parlare di quell’epoca che ha influenzato così tanto la nostra fantasia. Molte volte ho pensato di creare qualcosa di mio, magari per poter dare sfogo a tutte le ombre che ho dentro e per poterle esternare.

 

Intervista a Maurizio Nonnis

  • Guardando la tua illustrazione, viene subito alla mente il celebre film Karate Kid.
    Come mai questa scelta?

Certi maestri mi ha fatto ripensare proprio a quella pellicola, visto ormai tanti anni fa. La mia illustrazione riprende un pensiero cardine di Karate Kid: in maniera inconscia, un maestro può riuscire a insegnare qualcosa con modalità diverse da quelle che, talvolta, siamo pronti ad aspettarci. Non è tanto quello che fai, ma come lo fai, che ti aiuta ad apprendere. Anche il più banale dei nostri gesti, ripetuto giorno per giorno, prima o poi può rivelarsi utile. Magari non oggi, e nemmeno domani, ma sicuramente in un futuro. Come si suol dire “impara l’arte e mettila da parte”.

  • Quanto è stata importante l’esperienza in Chine Vaganti per la tua crescita professionale?

Sono uno dei soci fondatori dell’associazione e posso affermare che l’esperienza all’interno di questo gruppo è stata, ed è ancora, molto importante. Dal mio punto di vista, avere la possibilità di confrontarsi ed essere giudicati e corretti sui vari lavori prodotti, conduce a una crescita maggiore, sia sotto l’aspetto professionale che sotto quello umano. Tra l’altro, in questi vent’anni, ho avuto modo di conoscere moltissimi autori, tra disegnatori e scrittori, tanto nel campo del fumetto che in quello dell’illustrazione, con cui ora ho la fortuna di lavorare.

 

Intervista a Sofia Inconis

  • Cosa hai voluto raccontare e trasmettere con la tua illustrazione?                                           Il progetto del libro ha coinciso con un periodo particolare della mia vita, in cui ero alla ricerca di risposte personali. Ad aiutarmi in questo è arrivata una persona esperta, che si occupa di aiutare e guidare le persone. In che modo? Donandomi delle “chiavi”, con le quali sono riuscita ad aprire alcuni luoghi nascosti di me, in cui ho trovato le risposte che tanto cercavo. Così, lavorando su me stessa, sono riuscita a raggiungere l’equilibrio desiderato. Nello stesso periodo, in associazione, nasceva l’idea di realizzare il libro e subito ho unito questo progetto alla mia esperienza. La realizzazione non è stata semplice, infatti ho lavorato su tante idee e tanti spunti che però, ahimè, sono stati bocciati dalla redazione, perché troppo complessi.Poi, d’improvviso, un’illuminazione: Il Mago di Oz. Ho voluto rappresentare il maestro che dona le chiavi all’allievo così come Oz dona il cuore all’uomo di latta.
  • Quale è stata, e qual è ancora, la tua esperienza all’interno dell’Associazione Culturale Chine Vaganti?

Sono entrata in Chine Vaganti nel 2008, dopo aver fatto un laboratorio di fumetto tenuto da alcuni soci. Qui sono stata selezionata tra i disegnatori più promettenti, per essere poi “reclutata” come giovane leva. Sapevo di entrare in un gruppo composto da persone competenti nel campo del disegno e della scrittura, e il mio obbiettivo era quello di imparare da loro le tecniche per migliorarmi. In associazione ho potuto imparare come nasce un personaggio e come si caratterizza, in che modo viene distribuito e venduto il fumetto, nonché tutti i passaggi che deve fare un albo per arrivare nella libreria di un ragazzo! Ma non solo: ho ampliato la mia cerchia di contatti in quest’ambito, conoscendo grandi fumettisti che hanno dedicato, e che ancora dedicano, la loro vita alla creazione delle proprie storie e dei propri personaggi! Un aspetto essenziale di Chine Vaganti è quello della formazione dei ragazzi che si approcciano al mondo del fumetto, della scrittura o dell’illustrazione, unito a quello della crescita personale di ogni socio.

 

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