Come rilassarsi prima della visita dal dentista

PARTE PRIMA

In questa nuova serie di articoli parlerò delle tecniche di rilassamento per gestire l’ansia dal dentista. Si sa, la visita dal dentista spesso genera preoccupazione. L’ansia oltre ad essere sgradevole per il paziente può rendere difficoltosa l’anestesia ma sopratutto le manovre del dentista mentre esegue il trattamento. Secondo alcuni studi il 13% dei pazienti manifesta ansia dal giorno prima dell’appuntamento. Il 15% invece ha una notevole paura del dentista mentre aspetta in sala d’attesa. Ed è proprio per questo motivo ci vengono in aiuto le tecniche di rilassamento. Ho descritto queste tecniche nel mio libro “Dal dentista senza paura” e ho deciso di condividerne un estratto. In questi due articoli parlerò della base di tutte le tecniche di rilassamento: la respirazione.

LA RESPIRAZIONE

Ritenuta da millenni una componente fondamentale della propria vita, la respirazione ha acquisito nuovamente importanza solo nell’ultimo periodo. Nella società moderna caratterizzata da ansia e frenesia le persone hanno perso la capacità di respirare correttamente. Grazie alla corretta respirazione non solo è possibile migliorare il proprio stato di salute, ma allo stesso tempo si può modificare il proprio stato emotivo. Una respirazione rapida e superficiale, caratterizzata cioè da respiri frequenti e piccole quantità di aria inalate, è tipica di soggetti ansiosi. Al contrario una respirazione lenta e profonda, che si ottiene espandendo al meglio il diaframma, è tipica di soggetti rilassati. Inoltre dobbiamo considerare che il corpo è collegato alla mente: con una respirazione corretta sarà possibile comunicare al proprio corpo di raggiungere uno stato di rilassamento.

Ma prima di tutto com’è composto un atto respiratorio?

  1. In una prima fase c’è l’inspirazione: attraverso il naso o la bocca si porta aria all’interno del proprio corpo. L’aria prima passa per la faringe, poi per la laringe e la trachea, fino a raggiungere i bronchi da cui si diffonde ai polmoni.
  2. Dopo questa prima fase di inspirazione, l’aria arriva nei polmoni. Questi ultimi, tramite dei capillari disseminati lungo tutta la loro superficie, cedono l’ossigeno al flusso sanguigno, portandolo quindi in tutto il corpo. Questa è una pausa nell’atto respiratorio.
  3. Successivamente, avviene l’espirazione: l’aria cioè viene portata all’esterno e fuoriesce dal naso o dalla bocca.
  4. Segue infine una quarta fase in cui c’è una pausa prima di iniziare di nuovo il ciclo successivo con un’altra inspirazione.

Quali sono i muscoli che consentono la respirazione?

Il principale muscolo che permette la respirazione è il diaframma: durante l’inspirazione questo si distende portando all’espansione della cavità toracica a sfavore di quella addominale. Un aiuto al diaframma durante l’inspirazione è dato dagli intercostali esterni. Durante l’espirazione il diaframma si rilassa e diminuisce il volume della cavità toracica, anche grazie al ritorno elastico dei polmoni. Se l’espirazione viene forzata, saranno coinvolti anche i muscoli del retto addominale anteriore.

Come deve essere eseguita correttamente la respirazione? Questo sarà argomento del prossimo articolo, dove parlerò delle due tipologie di respirazione e di come imparare a respirare correttamente per rilassarsi.

Andrea Llampis

medico odontoiatra

andrewlampis89@hotmail.it

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