Comunità protetta, salvati i posti di lavoro

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Insperato lieto fine per le undici lavoratrici della Comunità Protetta di Guspini: all’ indomani della vertenza tra i sindacati e la cooperativa cagliaritana “Adi2009”, subentrante al “Consorzio Network” nella gestione della struttura, le operatrici hanno conservato intatto il proprio posto di lavoro, sebbene a fronte di un significativa diminuzione delle ore lavorative «che avrà ricadute importanti all’ interno delle famiglie- puntualizzano da CGIL e CISL- ma a cui purtroppo non c’era altra soluzione». La struttura al momento accoglierebbe solo otto dei tredici posti disponibili ma già da questa settimana le operatrici, dopo aver sottoscritto i propri contratti di assunzione, sono tornate al lavoro.
L’accordo, siglato in presenza di sindaco, vicesindaco e assessore ai servizi sociali, ha messo a tacere anche le voci relative alla chiusura della Comunità: la paventata cessazione dei servizi erogati dalla struttura, oggetto di un’interrogazione promossa dalla minoranza durante il Consiglio Comunale del 31 Luglio, ha infine trovato risposta durante la seduta straordinaria e urgente dello scorso 5 Novembre: « Nonostante le “gufate” – ha affermato Giuseppe de Fanti rivolgendosi alla minoranza- le lavoratrici non sono state licenziate e la struttura, che non ha alcun “problema di inagibilità” altrimenti non vi si potrebbe esercitare, rimarrà aperta. Tutte le prestazioni vengono erogate da personale con titolo specifico abilitante».
«Con quali risultati, peraltro avuti grazie all’ intervento dei sindacati e dopo una lunga trattativa, i fatti hanno smentito la chiusura della Comunità ? La mobilitazione ha ottenuto il mantenimento dei posti di lavoro di 4 dipendenti, che rischiavano di essere licenziati, a circa la metà della retribuzione che percepivano prima »ha ribattuto Marcello Pistis. «La ditta afferma, ragionevolmente, che questo è dettato dal numero così basso di anziani presenti nella struttura. Ma perché – ha proseguito il consigliere Impari- siamo arrivati ad un numero così basso di anziani assistiti? Lo stesso Assessore ai Servizi Sociali, Alberto Lisci, nel corso della commissione svoltasi la settimana scorsa, ha affermato di aver fatto lui stesso alcune telefonate perché sembrava che la gara d’appalto potesse non andare a buon fine e gli anziani potessero restare senza assistenza. Inoltre si poneva il problema dell’agibilità ancora da acquisire.»
Ancora controversie in aula in merito ai costi delle forniture elettriche e idriche: «Gli uffici- ha detto il sindaco in risposta nel suo intervento-comunicano che tra gli oneri a carico della Ditta non era compreso il pagamento dell’energia elettrica: questo poiché, al momento dell’indizione della gara d’appalto, l’Ufficio Tecnico comunicò che l’energia elettrica non era intestata al Comune e che non sarebbe stato possibile effettuare una compartimentazione in tempi celeri in quanto si sarebbero resi necessari lavori di non semplice esecuzione. Nel frattempo- ha concluso De Fanti- la gara d’appalto è stata espletata il 31 Agosto e si è in attesa della aggiudicazione definitiva: in quest’ultima, tutti gli oneri suddetti sono stati posti a carico della ditta subentrante» .
Non d’accordo il consigliere Pistis, secondo il quale la ditta che ha gestito la Comunità sino ad ottobre del corrente anno «avrebbe tratto un enorme vantaggio economico a discapito dell’amministrazione, non avendo pagato un euro né per l’energia elettrica né per il gasolio da riscaldamento, dal momento che i condizionatori utilizzati sono alimentati dall’ energia elettrica. E non ha pagato ne pagherà neppure l’acqua, in quanto, come affermato dall’ex assessore Serpi,” l’utenza idrica è a nome della Fondazione e l’amministrazione è intervenuta con Abbanoa per evitare di sospendere l’erogazione dell’acqua, essendo il Comune per altro consapevole della necessità di dover pagare dal marzo 2012”».
Ora l’impegno, sia della Cooperativa che del Comune, è quello di «riempire la struttura sino a raggiungere tutti i 13 posti disponibili e ove possibile, anche ampliarla. « Questo- specificano i Segretari territoriali CGIL e CISL Alessia Etzi e Loredana Zuddas- sarebbe l’unico modo per poter garantire un servizio efficiente ai cittadini e, nel contempo, dare maggiore garanzia alle lavoratrici per ripristinare il tempo pieno, e magari implementare, i posti di lavoro».

Francesca Virdis

casa-protetta-S.-Maria

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