Dieci domande al vice sindaco Michele Schirru

Michele Schirru (1991) è consigliere, vice sindaco e assessore comunale di Arbus alla Cultura, Pubblica Istruzione, Politiche Giovanili, Lavoro, Frazioni e Località Turistiche. Laureato in Scienze Politiche, ha militato in SinistraEcologiaLibertà. È stato assistente parlamentare e attualmente collabora con Isforcoop. Tra i fondatori dell’Associazione Arbus 2020, fa parte del Consiglio Regionale di Anci Sardegna e di Anci Giovani Sardegna.

   Vice sindaco di un comune tra i più estesi in Sardegna: quanto è difficile amministrare Arbus?

 Ho intrapreso questo difficile compito col supporto di un gruppo di giovani. Il nostro paese vive una lenta trasformazione: dopo l’industria c’è un ritorno alle campagne e una crescita dei servizi turistici. La pianificazione urbanistica sarà indispensabile per uno sviluppo ordinato. Amministrare Arbus è difficile ma offre grandi emozioni e opportunità: si passa dalle vertenze sulla pesca alla pecora nera, dai servizi balneari alle strade rurali. Nel nostro modo di muoverci, talvolta caotico, facciamo passi avanti.

Quali sono i risultati raggiunti finora e cosa si può migliorare?

Abbiamo lavorato per dare una forte impronta al paese, rimettendo mano a strade, piazze, strutture pubbliche e luoghi della cultura. Un grande orgoglio è aver riaperto la biblioteca comunale chiusa da 4 anni, introdotto le borse di studio, speso un milione di euro sull’edilizia scolastica e prolungato i cantieri dei lavoratori ex-Scaini. Stiamo adottando un nuovo Piano Urbanistico Comunale e abbiamo destinato importanti risorse alla promozione del territorio e agli eventi culturali. Abbiamo avviato il reddito di inclusione sociale, raggiunto un accordo sulla pesca a Capo Frasca e retto da soli il salvamento a mare dal 2015 a oggi. Infine, il Municipio ha una nuova sede unica in via Pietro Leo. Si deve fare di più sulla valorizzazione del patrimonio minerario (con la Regione) e sui servizi nelle marine perché possano produrre lavoro e reddito. Il bilancio è più che positivo ma possiamo raccogliere ancora tanto.

Anche Arbus discute della provincia: Sud Sardegna o Oristano? Cosa ne pensa? E dell’ex-provincia?

 Vanno tagliati i costi della politica e non i luoghi della democrazia. Rimpiango la Provincia del Medio Campidano: piccola ma vicina e funzionale. Pulizia delle spiagge, salvamento a mare, tutela dell’ambiente, interventi sulle strade, investimenti nelle scuole e promozione turistica sono ormai vecchi ricordi. Ragioniamo come territorio: il Linas con Arbus, Guspini, Villacidro e Gonnosfanadiga, vuole entrare, coi suoi 40.000 abitanti, nella Provincia di Oristano? Parliamone, ma spostarsi da soli creerebbe solo caos. Sarei favorevole allo spostamento del territorio, non dei singoli Comuni. Ma si lavori per ripristinare la democrazia: oggi i commissari costano più dei vecchi consigli provinciali. La gestione delle coste è molto impegnativa per il Comune di Arbus: quali sono gli interventi programmati? Arbus nel 2016 raggiunge nelle sole strutture recettive 50.000 presenze stagionali. Nelle coste noi garantiamo servizi di salvamento a mare (70.000 euro nel 2017), nettezza urbana, manutenzione di strade e aree pubbliche. L’Imu delle seconde case finisce allo Stato diventando un mancato introito. Senza il sostegno della Provincia, abbiamo lavorato in estrema difficoltà prima di trovare un equilibrio con le risorse comunali. Oggi sono pronti 800.000 euro per Porto Palma; 400.000 euro per le frane di Torre dei Corsari; il progetto di riqualificazione del Camping Gutturu Flumini; la condotta idrica Funtanazza-Gutturu-Portu Maga. Il nuovo PUC e il Piano Utilizzo Litorali permetteranno, infine, di creare servizi e attrarre investimenti privati. Il turismo balneare, tuttavia, non basta: punteremo anche su turismo ambientale e sportivo.

Considerate di demandare all’Unione Monte Linas-Dune di Piscinas, recentemente istituita, alcuni di questi servizi?

Abbiamo chiesto ai Comuni dell’Unione un contributo di 5.000 euro ciascuno per il salvamento a mare, noi ne mettiamo 50.000 per il 2018. Potrebbe essere una prova per la futura gestione del nuovo Ente; per la raccolta dei rifiuti, invece, il percorso è più difficile. In futuro, però, non escludiamo un unico appalto su rifiuti, servizi scolastici, tutela dell’ambiente, protezione civile e polizia locale.

Cosa si aspetta Arbus dall’Unione?

 Che dia al territorio ciò che è spesso mancato: unità. Nei nostri paesi c’è una continua relazione tra i cittadini: scuola, sport, lavoro. Il Linas può condividere percorsi comuni di sviluppo. Vale soprattutto per le aree minerarie di Arbus e Guspini. Lo sviluppo turistico di Arbus, così come quello dell’artigianato e dell’agricoltura di Guspini e Villacidro, favorirebbe tutto il territorio. Durante la nostra amministrazione i rapporti, in particolare col Comune di Guspini, sono di profonda collaborazione: un fatto molto positivo.

In Regione si discute di urbanistica: la proposta della giunta, giudicata molto aggressiva in termini di consumo del territorio, deroga al principio di non-edificabilità nei 300 metri dalla costa: cosa pensa?

 Il villaggio turistico di Portu Maga, chiuso dal 2010 e oggi abbandonato, dimostra che anche dove le strutture esistono non sempre funzionano e non ne servono di nuove. La legge urbanistica regionale dovrebbe, pur mantenendo l’inviolabilità dei 300 metri per le nuove costruzioni, consentire il recupero e un minimo aumento di volumetrie per le strutture che funzionano. Non posso accettare le stesse regole per chi ha edificato su ogni centimetro di sabbia – come in Gallura – e chi, come la costa sud-occidentale, può creare uno sviluppo leggero e armonico. Il vero problema sono le distanze tra norme urbanistiche e ambientali.

Quali sono gli interventi programmati per Montevecchio e Ingurtosu?

Bonifiche e riconversione devono avanzare in parallelo: sono stati finanziati 40 milioni di euro, ora in fase di progettazione, per Montevecchio-Ponente. Gli immobili sono il tasto dolente: la Regione accetti le richieste dei Comuni per una cessione mista, tra pubblico e privato, a prezzi simbolici nel primo caso e accessibili nel secondo. Alcuni beni sono già stati oggetto di riqualificazione: vogliamo il via libera per metterli a bando come strutture ricettive e creare nuovi posti letto. Stiamo sviluppando un progetto con la Fondazione con il Sud che permetterà di investire 5 milioni di euro su Arbus e Guspini. Alcuni interventi di recupero, come l’Hotel le Dune e il Camping Scioppadroxu, sono diventati eccellenze e potrebbero essere replicati: da strutture minerarie a strutture ricettive all’avanguardia.

La maggioranza in consiglio comunale è attraversata da fratture e contrasti: una parte del partito democratico sostiene la giunta, un’altra vi si oppone. Quali sono le ragioni delle divisioni?

 Alle elezioni comunali il Pd si è ufficialmente schierato contro di noi della Lista Arbus Bene Comune venendo sonoramente sconfitto. La divisione con il Pd locale non ha alcun peso né risvolto negativo. Nella maggioranza esiste una vivace dialettica, volta al miglioramento dell’azione amministrativa. Alcuni hanno scelto di camminare autonomamente per il proseguo della legislatura: rispettiamo la loro scelta e vi collaboriamo quando è possibile. Le divisioni sono date spesso non dai contenuti politici ma dai caratteri delle persone, dalle posizioni e aspirazioni personali. Noi abbiamo mantenuto una grande unità e soprattutto una capacità di governo orizzontale: quasi tutti i Consiglieri di maggioranza hanno una delega. La nostra forza è il gruppo.

Ha sostenuto la candidatura del sindaco al Senato?

Antonello Ecca è una persona perbene e generosa: pur avendo poche possibilità di elezione, si è messo a disposizione del Pd nel momento più difficile. Noi lo abbiamo sostenuto nella campagna elettorale per una questione strettamente personale: è il nostro Sindaco e merita il nostro sostegno. A Arbus si può notare la differenza di oltre il 10% per il Pd tra Camera e Senato, dove con il 28% si è attestato tra i migliori risultati della regione. Non è stata una scelta facile ma non ha in alcun modo pesato nelle dinamiche interne al gruppo Abc o al Consiglio Comunale.

La sinistra vive un momento di difficoltà. Come rilanciarne le sorti e riconquistare la fiducia perduta?

 Viviamo forse il momento più buio della storia della sinistra in Italia. Si è perso un popolo, che le ha legittimamente voltato le spalle. L’ultimo Pd ha reso più complessa la costruzione di una coalizione competitiva e gli esperimenti a sinistra sono falliti. Chi ha causato questo scempio si faccia da parte: sinistra e centrosinistra devono ricostruirsi da zero, coinvolgendo tutte le forze democratiche e progressiste, a partire dal Pd, con gruppi dirigenti nuovi e una democrazia vera. Una rigenerazione per un nuovo grande contenitore che sappia unire e ricostruire una visione lunga di presenza nei territori ricominciando dai valori della sinistra. Il governo, allora, arriverà in maniera naturale.

Walter Tocco

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