Don Giovannino Pinna al servizio delle comunità

Ordinato presbitero il 6 settembre 1969 nella Chiesa di San Pietro a Terralba da Mons. Antonio Tedde, Vescovo di Ales e Terralba, nell’ottobre del 1969, iniziò la sua missione, come vice parroco, nella chiesa della Beata Vergine della Neve, sita nel piccolo centro di Pabillonis, appartenente alla provincia di Cagliari che, all’epoca, contava circa 3.000 abitanti. Sin da subito iniziò a occuparsi dei fedeli più piccoli, a coinvolgerli nelle attività dell’oratorio e, nello spirito del Concilio Vaticano II, si attivò per dar vita a un coro parrocchiale di giovani che, con chitarre e altri strumenti musicali, iniziò a animare le funzioni religiose. Nel periodo in cui svolse questa sua prima missione sacerdotale (1969-1974), l’umile e piccolo Don Pinna mostrava già una solida preparazione e conoscenza del testo sacro.

Nel biennio 1973-1974 frequentò i corsi estivi di psicopedagogia catechetica promossi dall’Università Salesiana e dall’Università Cattolica. Nell’aprile del 1974, Mons. Tedde lo nominò Segretario dell’Ufficio Catechistico Diocesano.

Dal 1974 al 1984 servì come vice parroco nella chiesa di Santa Maria Maddalena a Uras, un piccolo centro agricolo di quasi 3.500 anime della provincia di Oristano. Sono gli anni in cui Don Giovannino si attivò per coinvolgere i giovani nelle attività oratoriali, organizzando, d’estate, i campi scuola a Sibiri, località montana di Gonnosfanadiga, e nel sostenere la crescita spirituale dei fedeli più piccoli, attraverso l’elaborazione delle schede catechistiche per i bambini e i ragazzi e l’organizzazione catechistica parrocchiale. Si ricorda, inoltre, grazie al suo sostegno e entusiasmo, l’istituzione del Coro polifonico di Uras. Nel periodo in cui fu vice parroco in questo paese, Don Pinna, in qualità di Segretario Catechistico Diocesano, svolse un’intensa attività.

Al posto delle Tre Giorni per i sacerdoti, nascono, in Seminario a Villacidro, le Settimane Catechistiche per i sacerdoti e gli operatori pastorali della diocesi e i Campi Scuola per i giovani aspiranti catechisti. Con l’uscita “ad experimentum” dei primi catechismi CEI si elaborano le schede attive per i bambini e i ragazzi delle parrocchie e si struttura l’organizzazione catechistica nelle parrocchie in un percorso formativo stabile di almeno sei anni, in sintonia con il Progetto Catechistico Italiano.

Nel 1978, venne invitato a far parte in modo stabile del Centro Catechistico Dehoniano, ma non accettò perché non si sentiva di lasciare la diocesi. Dopo aver trascorso dieci anni nella parrocchia di Santa Maria Maddalena, nel 1984, Mons. Paolo Gibertini -eletto alla sede vescovile di Ales-Terralba il 23 marzo del 1983, e ordinato vescovo il 25 aprile dello stesso anno- lo nominò parroco del tempio di San Giorgio Martire a Baressa, quest’ultimo un piccolo comune agro-pastorale di circa 900 abitanti della provincia di Oristano, noto per la produzione delle mandorle, dove svolse la sua missione pastorale sino all’ottobre del 1998. In questo centro si attivò per ristrutturare la chiesa parrocchiale e restaurare le antiche statue lignee, ma anche per costruire un centro di aggregazione pastorale che rispondesse alle esigenze di crescita, di educazione e di tempo libero dei giovani del paese. Prima di andar via da Baressa, fece in tempo ad avviare i lavori di costruzione della Chiesa campestre di Santa Maria di Atzeni, in una località del comune dove un tempo sorgeva il villaggio, poi abbandonato, di Atzeni. In un terreno incolto, di proprietà della parrocchia, fece impiantare centinaia di olivi per consentire alle famiglie meno agiate di raccogliere le olive, garantendo loro, così, la provvista annuale di olio di oliva, come erano soliti fare gli abitanti di Baressa, perché quasi tutti avevano un appezzamento di terreno da coltivare. Ancora oggi, chi ha bisogno, può raccogliere le olive, dalle quali ottenere l’olio di oliva. Durante la sua permanenza a Baressa, fu anche parroco, per circa un lustro, della Chiesa di Santa Margherita nel piccolo centro di Baradili, un comune della provincia di Oristano, in epoca fascista frazione di Baressa, di appena 100 anime.

Nel 1984, Mons. Gibertini gli affidò anche l’Ufficio Scuola, per essere, qualche anno dopo, nominato responsabile regionale sia dell’Ufficio Catechistico  che dell’Ufficio Scuola. Incarichi che gli consentirono di entrare a far parte del Consiglio dell’Ufficio Catechistico Nazionale. Nel 1994, chiese di essere liberato dall’Ufficio Scuola e dall’Ufficio Catechistico per trascorrere un periodo di preghiera e studio in Terra Santa. Il Vescovo Mons. Antonino Orrù gli concesse di recarsi a Gerusalemme per alcuni mesi.

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