Droghe: consumo in aumento tra i giovanissimi

Consumo di droghe in aumento soprattutto da un pubblico sempre più giovane, spesso minorenne. A Villacidro, il numero di siringhe in crescita è solo uno dei segnali del ritorno prepotente dell’eroina. Ma non solo, i giovani osano sempre di più provando più tipologie di stupefacenti. Un problema che preoccupa tutti e che è stato al centro di un incontro  nel palazzo vescovile di Villacidro organizzato per il trentennale della comunità terapeutica per le dipendenze Alle Sorgenti  di Morgongiori e il ventennale della comunità psichiatrica Betania di Guspini, fondate dal Centro d’Ascolto Madonna del Rosario. Si è parlato del passato ma anche delle criticità attuali, assieme ad esperti del settore quali Angelo Fois, direttore Serd Guspini, Giampaolo Pitzalis, direttore Serd Oristano, Augusto Contu, Responsabile Dipartimento Salute Mentale Cagliari, Alessandro Coni, Direttore Centro Salute Mentale Sanluri e Giuseppe Guerra, psichiatra.

«Siamo di fronte ad una società in evoluzione in cui c’è un cambiamento nel ricorso alle dipendenze», afferma Massimo Diana , direttore Serd Cagliari, «Prima c’era il consumo di una sostanza stupefacente, oggi c’è il poliabuso e spesso si aggiunge una patologia psichiatrica che rende più complesso il percorso di recupero in una comunità».  Da qui la necessità , sottolineata da tutti i relatori di «cambiare il modo di intendere le comunità puntando ad una maggiore specializzazione per affrontare meglio situazioni tra loro diverse». E aggiunge: «Cambiano i bisogni e le richieste della comunità. Le comunità sarde devono raggiungere livelli di efficienza e personalizzazione degli interventi. Ma quando i ragazzi escono dalla comunità e magari  non hanno una famiglia, restano per strada e l’unica soluzione è rientrare in comunità».

Concetto ribadito dalla consigliera regionale Rossella Pinna. «Occorre prevedere un passaggio graduale dalla comunità al reinserimento nel contesto familiare. Una fase cuscinetto, intermedia». Anche la Regione vuole fare la sua parte: « Il 18 aprile scorso abbiamo approvato una modifica al regolamento legge regionale 23 che disciplina i gruppi di appartamento per sofferenti che possono accogliere sino a 4 soggetti, due in meno rispetto alla proposta iniziale,  supportati da familiari e personale specializzato. Questo perché non vogliamo fare  piccoli manicomi».

Il percorso finalizzato alla riacquisizione dell’indipendenza sta a cuore a tutti i relatori che chiedono alle istituzioni la massima attenzione sul bisogno di garantire «fasi successive di riabilitazione prima del ritorno a casa restituendo dignità, inserimento a lavoro e una vita normale a chi vuole riscattarsi».

Semplifica Giampaolo Pitzalis, direttore Serd Oristano:  «Credo che il discorso iniziato con la comunità Betania sia ancora attuale. È stata costruita in un ottica di collaborazione tra pubblico e privato che ancora oggi va promossa. Oggi stiamo assistendo a cambiamenti importanti e occorre puntare su una specificità maggiore delle comunità. Serve un percorso condiviso ed è necessario sedersi ad un tavolo tutti assieme».  In una giornata dedicata anche ai ricordi del cammino proficuo fatto dalle due comunità Alle Sorgenti e Betania sino ad oggi, arrivano dritte al cuore le parole del vescovo padre Roberto Carboni: «Oggi bisogna gioire del lavoro bene fatto dalle due comunità e soprattutto della speranza che si è data a tanti giovani. Questo evento invita alla riflessione certo per guardare il cammino percorso , imparare dai successi e dai momenti difficili ma soprattutto fare discernimento per il futuro, per il cammino ancora davanti a noi». Chiude don Angelo Pittau, direttore del centro d’ascolto e fondatore delle comunità terapeutiche: «Non avrei fatto nulla se non avessi avuto tante persone al mio fianco. LA comunità è forma vitae la comunità cura  ma tutto sta cambiando e dobbiamo adeguarci. Chiediamo di lavorare assieme alla politica per difendere  gli ultimi».

Stefania Pusceddu

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