Felice per la laurea, preoccupata per il lavoro

Las Plassas, il piccolo paese della Marmilla, che conta appena 246 abitanti, famoso per l’affascinante storia secolare del Castello medioevale e il museo multimediale Muda del Regno d’Arborea, può contare adesso su una nuova laureata. Dopo alcuni anni, ecco un dottorato, considerato evento per la comunità in cui risiedono ormai pochissimi giovani.

Sonia Ibba di 23 anni diplomata al Liceo linguistico Pitagora di Isili, alla fine dello scorso anno ha conseguito la laurea in ostetricia nella facoltà di medicina e chirurgia di Cagliari, con la valutazione di 110 con lode, menzione speciale e abbraccio accademico. Frutto della tesi di laurea sperimentale “Analgesia peridurale e tempi del travaglio: osservazioni cliniche”, su lo studio retrospettivo comprendente 50 casi di donne con analgesia peridurale e 50 casi senza epidurale, analizzando la differenza nei travagli con e senza analgesia. Superato brillantemente l’ostacolo della laurea nell’Ateneo del capoluogo, la giovanissima dottoressa dovrebbe intraprendere la strada del mondo del lavoro per gli studi effettuati, ma si pone alcuni interrogativi: “Le aspettative nel mondo del lavoro nel mio campo sono molto ridotte. Si può accedere a lavorare negli ospedali pubblici solo attraverso un concorso, e purtroppo questi non sono frequenti”. E come capita ormai spesso a tantissimi giovani della Sardegna in cerca di lavoro, anche Sonia Ibba a malincuore non esclude di lasciare l’Isola: “Credo che in questa situazione di scarse prospettive, si debba essere disposti a fare un’esperienza professionale e occupazionale nella Penisola o addirittura all’estero”.

A causa della crisi economica, prosegue infatti, la fuga dei giovani sardi, che ha creato un’ondata di partenze: oltre 2500 trasferimenti nel 2015 e altrettanti negli anni successivi. Un’emorragia continua di talenti con laurea e master in tasca, e tante speranze che a volte lontano di casa mette radici e spesso crea una famiglia. Parenti, amici e paesani, si augurano di non creare una nuova emigrata, ma la giovane laureata dimostra idee chiare e determinazione, affermando: “Per crearmi un avvenire, purtroppo bisogna mettere in conto di lasciare gli affetti di questa meravigliosa terra, dove si potrà comunque tornare arricchiti di un’esperienza lavorativa, multiculturale e linguistica”. In assenza di prospettive certe, unanime è l’appello rivolto ai politici regionali, affinché creino i presupposti per far si che i giovani sardi, col rispettivo bagaglio culturale e professionale, non siano costretti ancora una volta a fare le valigie, a trasferirsi, abbandonare le famiglie e la Sardegna per trovare impiego e un’occupazione che dia una prospettiva e un avvenire certo, sia professionale sia remunerativo, con uno stipendio dignitoso. Saranno più sensibili e attenti verso i giovani sardi i politici regionali, in vista delle imminenti elezioni politiche?

Carlo Fadda

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