Festa Santa Maria: intervista al presidente Fausto Delogu

La bandiera, segno distintivo del presidente del comitato, che tante volte ha visto portata sulla spalla dai suoi predecessori durante la processione di Santa Maria, quest’anno sarà lei a portarla, come si prepara a quel l’evento?

La sera di quattro mesi fa, quando venni nominato presidente del comitato, l’emozione ha prevalso su tutto il resto benché abbia sempre fatto parte del gruppo organizzatore. Cominci a prenderne coscienza nel momento in cui, con il gruppo di collaboratori che non finirò mai di ringraziare per l’impegno e la costanza, si delineano le attività amministrative e burocratiche, propedeutiche alla stesura definitiva del programma religioso e civile. Per rispondere alla domanda specifica, ritengo che oggi come ieri, fare il presidente di una festa così importante, sia un grande onore e portare quella bandiera in processione, che da secoli viene accompagnato dalle autorità religiose, militari e civili sia un’emozione che non ha uguali. Presiedere tali festeggiamenti significa anche assumersi responsabilità personali importanti alla luce delle nuove disposizioni in materia di sicurezza e ordine pubblico. Ne consegue che anche la scelta di una manifestazione piuttosto che uno spettacolo, implica un’analisi molto più approfondita rispetto al passato.

La festività di Santa Maria ha sempre rappresentato “Sa festa manna” per Guspini, è ancora percepita così ?

L’approccio alla festa, da parte delle nuove generazioni è sicuramente cambiato, rispetto a quello della mia e  che certamente era ancora diverso da quello dei miei nonni, e’ nella natura delle cose. Cambia il contesto sociale, con tutti i problemi connessi. C’è però un filo conduttore che unisce le vecchie e nuove generazioni: la devozioni a Maria, aspettando ogni anno quei giorni, per onorarla e festeggiare in suo onore. Anche questo è fare cultura. Mantenerla sempre viva pertanto e’ un lavoro molto impegnativo e comporta da parte nostra una ricerca  costante delle vecchie tradizioni ancora sconosciute che coinvolga i giovani.

Più precisamente in cosa consiste questa ricerca?        

Come ho avuto modo di dire in occasione della recente presentazione del nuovo libro dal titolo Santa Maria in Guspini tra storia, devozione e festa, scritto da mons. Corrado Melis e  Tarcisio Agus, il nostro comitato ha fatto proprio il sottotitolo del libro perché questi tre sostantivi rappresentano perfettamente il nostro programma. Relativamente alla ricerca , abbiamo indetto un concorso fotografico dal tema: Santa Maria, nostalgia della festa, persone, emozioni, sapere e sapori di Guspini. Si rivolge a tutti i foto amatori che usano il mezzo fotografico come strumento espressivo,  con l’intento di far emergere i colori, i visi  e le emozioni di quei giorni di festa che uno scatto fotografico riesce a catturare e trasmettere meglio di tante parole. Riteniamo che questa iniziativa, possa essere il valore aggiunto soprattutto nei confronti dei più giovani, per far crescere in loro il desiderio di continuare questa straordinaria opera che è Sa festa manna di tutti i guspinesi, senza distinzione alcuna.

Maurzio Onidi

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