Francesco Sanna candidato sindaco per “Crescere insieme”

Francesco Sanna, 39 anni, libero professionista operante nel settore delle accise e nella gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare nonché vicesindaco uscente, si presenta come candidato primo cittadino della lista n.2 “Crescere insieme” il cui programma è consultabile sul web. Questi, oltre a Sanna, i nomi dei candidati presenti nella lista: Luca Altea, Gianluca Cotza, Marco Garau, Ilaria Matta, Fabiana Pintus, Silvio Scano, Stefano Sebis, Martina Spada, Omero Spanu, Cristiano Tuveri.

Si candida a sindaco perché?

Per spirito di servizio alla mia comunità e perché credo nella partecipazione attiva alla gestione del patrimonio comune quale base dell’equità, valore irrinunciabile per l’equilibrio di un paese.

Se alle prossime elezioni la sua lista venisse riconfermata alla guida del paese, da quali obiettivi ripartirà?

Non è appropriato parlare di riconferma; il gruppo si presenta rinnovato e non solo nei nomi. Accessibilità, produttività, migliori standard di servizio, recupero e conservazione di spazi pubblici e memoria culturale: sono questi i temi per i quali chiediamo di essere incaricati a prenderci cura dell’interesse collettivo.

Un programma elettorale completo che spazia dalle infrastrutture, passando per la sfera economico-sociale sino all’attenzione per la cultura. Alla luce degli intenti, vi sono delle priorità da realizzare quanto prima?

L’elevata età media della popolazione impone di mettere al primo posto la vivibilità dei luoghi pubblici e la loro accessibilità, oltre a un adeguato piano di servizi di assistenza attiva realmente complementari alle esigenze delle famiglie. È percepito come prioritario nel paese ripristinare la sicurezza e la percorribilità del sistema viario rurale. Si intende farlo attraverso interventi risolutivi e a seguito di una fase di studio, rilievo e coinvolgimento dei diversi attori interessati. Entrambe queste azioni mirano a rilanciare il lavoro, vera emergenza, la cui mancanza turba l’equilibrio delle famiglie nella zona più povera d’Italia, la Marmilla.

Amministrare oggi presuppone molta più lungimiranza rispetto a al passato per i paletti imposti dal bilancio armonizzato che limita fortemente il potere decisionale degli enti locali. Come far capire ai cittadini che, al di là di tutte le buone intenzioni, è difficile realizzare tutti i punti di un programma? O la vostra lista ritiene di poter soddisfare tutti gli impegni presi in campagna elettorale?

Il bilancio è uno strumento di programmazione e controllo della spesa. A norme più stringenti ci si adegua con maggiore capacità previsionale e programmazione di dettaglio. I cittadini misurano il lavoro di chi amministra il bene pubblico attraverso le comuni regole del buon senso, a queste abbiamo fatto ricorso nella stesura del programma: non un elenco di impegni, ma un percorso di crescita che intendiamo costruire insieme alla comunità passo dopo passo.

Spopolamento e scarso sviluppo economico sono le piaghe del nostro territorio. Crede che un Ente locale possa avere i giusti strumenti per invertire questo trend?

Gli enti locali non dispongono di strumenti idonei a contrastare criticità macroeconomiche e demografiche di scala superiore, ma possono creare le condizioni affinché le azioni messe in atto da Stato e Regione possano risultare più efficaci, attuando maggior controllo del territorio e dell’economia insediata e facilitando le opportunità formative e di investimento su progetti innovativi, anche finalizzati all’autoimpiego, messe a disposizione dall’Unione Europea.

L’augurio è che lei possa avere la maggioranza. Se così non dovesse essere?

Il gruppo saprà interpretare l’incarico della comunità al meglio, qualunque esso sia.

Simone Muscas

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