Gianni Lampis: “La Sardegna che vorrei”

Le elezioni del 4 marzo potrebbero regalare a Gianni Lampis, 29 anni, di Arbus, un posto alla Camera dei deputati, dopo anni d’impegno nella vita politica del Medio Campidano, rigorosamente col centrodestra. Praticante consulente del lavoro, scende in campo a Oristano per  guidare la colazione di centrodestra: Forza Italia, Lega-Psd’Az, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia.

Ha avuto qualche dubbio prima di accettare la canditura?

Sarei ipocrita se dicessi di sì. Penso che la mia candidatura sia il naturale approdo di un percorso di impegno civico e politico, iniziato diversi anni fa, dapprima come semplice iscritto di partito e poi con una serie di esperienze nelle amministrazioni locali.

La più significativa?

L’incarico di vicesindaco ad Arbus, il mio  paese. Mi ha permesso di conoscere e capire le esigenze, le aspettative, i sogni di una piccola comunità. Gli amministratori del Comune sono l’avanguardia dello Stato: su di loro troppi oneri,  pochi onori.

Esempio?

Oggi lo Stato tende a scappare dai piccoli centri: chiudono le caserme dei carabinieri, le guardie mediche, l’ufficio postale. Seguono a ruota le banche e pure i rifornitori di carburante. Questa tendenza va fermata, incentiva lo spopolamento della Sardegna e delle sue aree interne.

Soluzioni?

In Sardegna, nel 2017, sono andati via oltre 7.000 giovani, in cerca di lavoro per se stessi, rinunciando alla famiglia che avrebbero potuto crearsi, con l’inevitabile diminuzione delle nascite. I bambini sono il migliore investimento da incentivare.

 

Agricoltura, trasporti, turismo: scelga una priorità.  

Direi tutte. Per noi, l’insularità rappresenta un handicap economico: vorremmo invece che fosse la migliore opportunità in chiave turistica.  E’ possibile con una seria continuità territoriale. È sotto l’occhio di tutti lo stato di agitazione del comparto agricolo: pilastro dell’economia sarda, ma ultima ruota dell’agenda regionale e del governo centrale.

Se non dovesse arrivare in Parlamento e dovesse farcela Cappellacci, Lei tornerà in Regione. Sarebbe staffetta tra Forza Italia e Fratelli d’Italia. 

Chiedo di essere messo alla prova. Sono convinto di restare sempre in mezzo alla gente, a prescindere dal risultato delle urna. Il dialogo e l’ascolto caratterizzeranno sempre il mio impegno fuori e dentro le istituzioni.

Il Campidano è il suo bacino di voti, ma il resto del collegio? 

Le amministrazioni locali mi sostengono. Il dialogo non è nato oggi, va avanti da tempo.

Quale partito o coalizione teme di più?

 Il voto di protesta che andrà a 5Stelle

Medio Campidano – Pd: quanto è facile o quanto è difficile scardinare questo binomio

Siamo gli ultimi in tutte le classifiche nazionali, facile o difficile dipende dai cittadini. A loro la scelta.

Il centrodestra alle elezioni del 4 marzo, è  lo stesso delle prossime regionali?

La coalizione di sicuro. Speriamo l’ingresso di altri partiti e movimenti locali.

Santina Ravì

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