Gravi disservizi all’Ufficio Tecnico Comunale

L’Ufficio Tecnico di Sardara va avanti ad organico dimezzato. Va avanti tanto per usare un eufemismo, dal momento che il numero di pratiche di edilizia privata in attesa di essere portate avanti è salito a quaranta. Infatti, nonostante sia stato fatto per tempo un bando di concorso per l’assunzione di altro personale, in ufficio c’è tuttora un solo impiegato a gestire sia le pratiche che il pubblico che arriva allo sportello; un impiegato che fa un part time di tre giorni a settimana per un totale di otto ore complessive di lavoro, con conseguenti ed ovvi rallentamenti ed altrettanto ovvie lamentele da parte di chi sta aspettando quel timbro o quella firma che gli permetterà di andare avanti con il proprio progetto.

“Ci sono pratiche ferme anche da un anno perché l’ufficio è organizzato male”, si sfoga un ingegnere che ha il suo ufficio nel paese e che si barcamena tra i solleciti all’ufficio tecnico e le proteste dei suoi clienti, che “sono stanchi di aspettare”.

La problematica non è di poco conto ed è arrivata sui tavoli del consiglio comunale tenutosi il 6 giugno quando, a seguito di un’interrogazione da parte della minoranza, il sindaco si è fatto carico della risposta palesando il motivo di questa inefficienza: “Non si è potuto procedere ancora alle assunzioni perché la norma prevede che la sanzione per i Comuni che non hanno ancora approvato il conto consuntivo 2017 è che non possano effettuare assunzioni. Noi contiamo di approvarlo entro il mese, in modo da poter assumere e poter garantire la ripresa del normale funzionamento entro uno o due mesi, tempo che le nuove risorse si ambientino ed inizino a lavorare a pieno regime”.

Nel frattempo però, per iniziare a snellire e velocizzare le pratiche, il Comune sarà costretto a reperire personale da altre amministrazioni tramite l’Unione dei Comuni. Il consigliere di minoranza Antonio Mameli ribatte in maniera sibillina: “È una situazione insostenibile, adesso dobbiamo rivolgerci a professionisti esterni, mentre se il consuntivo fosse stato approvato in tempo, questo non sarebbe successo. E a rimetterci sono i cittadini”.Manuela Corona

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