Il campo sportivo che vorrei…

Pierre de Coubertin  ha detto che «per ogni individuo, lo sport è una possibile fonte di miglioramento interiore».  Sapete chi era? Un pedagogista francese che è noto soprattutto come il fondatore dei moderni giochi olimpici. Alla fine del 1800 il barone francese cercò di trovare un modo di avvicinare le nazioni, attraverso un confronto tra individui che non necessitava  di sfociare in conflitti o nuove guerre. Pensò, che la soluzione era di organizzare competizioni sportive  tra i giovani più promettenti di ogni nazione del mondo. Idea che si rifaceva ai giochi dell’antica Grecia e che venne accolta nel 1894 all’Università della Sorbona.  Il resto è storia. Risalgono al 1896 i primi Giochi Olimpici che si svolsero ad Atene e i valori e gli obiettivi strutturati con le prime Olimpiadi del Cio sono vivi ancora oggi. Lo sport si è sicuramente evoluto, i suoi campi di influenza sono quasi incontrollabili e tutto ruota intorno ai guadagni che può raggiungere uno sportivo tramite sponsor e fama.

Torniamo però fra i comuni mortali che praticano discipline sportive senza secondi fini, semplicemente per passione e divertimento. Un po’ in tutta Italia e, soprattutto al sud, sono frequenti le denunce fatte per strutture sportive carenti, fatiscenti e in situazioni di degrado. La Sardegna non viene risparmiata e sicuramente Samassi non è da meno. Tra le tante associazioni sportive del paese mi interessa considerare quelle che usufruiscono dell’impianto sportivo di via Togliatti. Sto parlando, per quanto concerne l’ambito calcistico, del Samassi Calcio che milita in Eccellenza, della Gioventù Samassese che è tra le favorite della Prima Categoria, senza dimenticare varie società che giocano in categoria dilettantistica Uisp.

Altra attività svolta nella pista del campo è quella della società di atletica leggera Mariano Scano, affiliata all’US Acli e alla Fidal. In particolare, dopo una breve ma importante chiacchierata con i dirigenti della Mariano Scano, ho avuto la possibilità di ripercorre la storia di questa società, il suo presente e il futuro incerto anche a causa dei problemi inerenti le strutture sportive messe a disposizione per loro in paese.  La società nasce nel 1972 e in seguito alla tragedia in Val di Fiemme, dove hanno perso la vita alcuni giovani samassesi, viene dedicata a Mariano Scano, noto per la passione per la corsa. L’Acli Mariano Scano in oltre quarant’anni di attività ha formato varie generazioni di giovani. Tra i tanti atleti è bene non dimenticare che alcuni hanno partecipato ai campionati mondiali, alle nazionali giovanili e non sono stati pochi i successi raggiunti in ambito regionale. Prerogativa della Mariano Scano è sempre stata quella di coprire ogni disciplina dell’atletica leggera e impegnarsi nel sociale attraverso la formazione di atleti diversamente abili; si è, inoltre, distinta anche per l’organizzazione di eventi regionali e nazionali sia su strada sia su pista. Non bisogna dimenticare il Meeting Internazionale Terra Sarda del 2001, con la partecipazione della campionessa Fiona May.

Oggi che cosa rimane di tutto ciò? Il campo sportivo di via Togliatti è stato inaugurato nel 2001 proprio con il Terra Sarda e da allora è stato abbandonato a se stesso, la pista di atletica e le altre strutture non hanno mai subito manutenzioni o migliorie e con l’aggiunta, dieci anni fa,  del campo da calcio in sintetico, la situazione è devoluta a discapito delle società di atletica. Ormai non è più possibile assicurare tutte le discipline a causa del degrado e delle incongruenze durante gli allenamenti, senza dimenticare i disagi per i lanci e i salti in elevazione a causa delle carenze di attrezzature. Per il 2018 sono previsti importanti lavori di messa in sicurezza del campo sportivo, e di conseguenza il Samassi Calcio e la Gioventù Samassese sono costretti all’esilio forzato per disputare le partite, i disagi che hanno investito anche i settori giovanili e la stessa Mariano Scano. A conclusione dei lavori i problemi non saranno comunque risolti, l’unica soluzione sarebbe dar vita ad un polo sportivo costituito da un campo da calcio separato  dalla pista di atletica leggera, anche per rendere la situazione più gestibile poiché è impossibile svolgere in contemporanea allenamenti di più società nello stesso impianto sportivo.  Sarà, dunque, l’amministrazione comunale a doversi prendere questo importante impegno e cercare di spianare la strada per risolvere o, almeno limitare, i problemi e i disagi delle società sportive samassesi perché come ha detto Pierre de Coubertin «lo sport deve essere patrimonio di tutti gli uomini e di tutte le classi sociali».

Carola Onnis

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