Il Comune chiede un finanziamento per la pulizia del Riu Bellu

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Nei ricordi dei cittadini sono ancora presenti i tragici eventi dell’esondazione dei corsi d’acqua in occasione del Ciclone Cleopatra del novembre 2013. Un evento raro che però rientra nella casistica, purtroppo soggetta alle catastrofi naturali che con il cambiamento anche delle situazione climatiche sembrano  essere anche più frequenti. Spetta all’uomo, dunque, cercare di prevenire e limitare i danni alle persone e alle cose. Prevenzione, un termine che ha recepito anche il sindaco Riccardo Sanna e l’amministrazione comunale chiedendo un finanziamento alle Regione per eseguire interventi di manutenzione idraulica dei corsi d’acqua di propria competenza.

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L’intervento richiesto interessa il corso d’acqua che a monte del territorio di Pabillonis, in territorio di Gonnosfanadiga è chiamato Terramaistus e a partire dalla località “Is Marginis Arrubius”, ai confini tra i territori di Pabillonis e Gonnosfanadiga, assume il nome di “Flumini Bellu”. Il fiume arriva alla confluenza con il “Flumini Mannu” in località “Bau Sa Conca”, dove il Flumini Bellu si incrocia con il Flumini Malu. Il corso d’acqua del Flumini Bellu si estende in questo tratto per una lunghezza complessiva di 6.314 metri. Lungo li suo corso, all’altezza della località “Bruncu Bois”, si immette nel Flumini Bellu, il principale immissario: il “Canale Spadula”. Il tratto del Flumini Bellu rappresenta a tutt’oggi un fondamentale e complesso sistema di drenaggio sul quale convergono numerosi corpi idrici naturali e artificiali. L’alveo, nel tratto interessato, per alcuni tratti supportato da canali scolmatori laterali, ha pressoché inalterato la consistenza dimensionale d’origine ma i suoi tratti, privi di sistemazione artificiale di letto e sponde (se non per parziali tratti) sono sistematicamente interessati dalla crescita vegetativa di sterpaglie, erbacce e cannetti, che di fatto riducono in maniera sostanziale la portata idrica nominale dell’alveo e creano normale ostacolo al corretto deflusso delle acque. «L’intervento consiste nella pulizia del corso d’acqua al fine di liberare i tratti interessati da ostacoli vegetativi che di fatto riducono in maniera sostanziale la portata idrica nominale dell’alveo creando normale ostacolo al corretto deflusso delle acque specialmente in occasione di portate idriche elevate anche di natura eccezionale, procedendo nel contempo alla pulizia e manutenzione dei sottopassi e delle bocche di ponte presenti in corrispondenza degli attraversamenti stradali per una messa in sicurezza generale” si evince dalla relazione. L’Importo relativo all’intervento richiesto è di  60.000 euro.

Dario Frau

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