Il consigliere Federico Isu: ”È necessario un cambio di rotta”

PrintWhatsAppTwitter

Sono ormai trascorsi due anni da quel 31 maggio 2015 che ha segnato l’inizio della legislatura Orrù a Gonnosfanadiga. Dopo poco più di un anno e mezzo, le vicissitudini interne al gruppo di maggioranza e la non totale condivisione dell’agenda politica, hanno portato alla scissione all’interno dello stesso e alla nascita di “Per Gonnos: onestà e coerenza”, gruppo consiliare composto dai consiglieri Antonio Fenu, Federico Isu e Amelia Pili. Il capogruppo Isu riflette sulle difficoltà incontrate durante il percorso:

2

Quali sono stati i punti di discordanza che hanno comportato il vostro distacco?

Tra le tante motivazioni che ci hanno spinto a slegarci dall’attuale maggioranza non posso non citare la scarsa attenzione della Giunta nei confronti del mondo giovanile, delle realtà associazionistiche, culturali e del mondo dello sport. Durante la campagna elettorale abbiamo fatto dell’ascolto e della collaborazione con questi settori uno dei nostri cavalli di battaglia, salvo poi porli in secondo piano nella strutturazione della programmazione amministrativa. Più volte in consiglio comunale il mio gruppo ha rimarcato queste carenze, ottenendo tristemente un nulla di fatto. Continueremo su questa strada.

Sono questi gli unici aspetti che si sente di contestare?

Certamente no. In un periodo nel quale le entrate agli Enti Locali sono sempre minori, è più che mai importante la capacità di attrarre risorse e valorizzare il patrimonio. Gonnosfanadiga possiede innumerevoli beni storico ambientali per il rilancio dei quali l’amministrazione non ha promosso alcun tipo di iniziativa. Come non accennare poi alle precarie condizioni del decoro urbano, del verde pubblico e alle disastrose condizioni in cui riversano le strade interne del paese a seguito dei lavori della rete del gas.

Lo scorso maggio sono stati discussi e approvati il Documento Unico di Programmazione e il Bilancio di Previsione: qual è stata la vostra posizione?

 Insieme agli altri gruppi di opposizione non abbiamo potuto far altro che constatare quanto questi fondamentali atti amministrativi svelino la scollatura tra i bisogni concreti e reali della cittadinanza e le risposte di chi ha il compito di rappresentarla. Il Documento di Programmazione si è rivelato essere un piccolo libro dei sogni, ricco di proposte di difficile attuazione ma carente nei confronti delle esigenze più prossime alla popolazione. Questi aspetti hanno comportato, a seguito di una discussione ampia e articolata, il nostro voto negativo.

Si sente nonostante tutto di spezzare una lancia in favore della giunta Orrù?

La verità è che non è mai facile insediarsi alla guida di una macchina, quella amministrativa, di per sé complessa e ricca di insidie. Credo nella buona volontà dei componenti della maggioranza, ma nonostante questo alcune mancanze, quali quelle di cui accennavo, non possono avere giustificazioni: comprendo le difficoltà e talune le giustifico, ma non posso accettare che il paese si incanali verso una mancanza di prospettiva e di sviluppo. A tutt’oggi ho difficoltà a capire su quali punti strategici della vita della comunità l’amministrazione intenda puntare, concentrando le proprie forze in termini di progettazione e risorse. Qualcosa deve cambiare, Gonnosfanadiga deve capire in che cosa si tradurrà il proprio futuro.

E infine un appello alla cittadinanza “è necessario e auspicabile che la popolazione di ogni fascia di età, nei limiti del possibile si interessi alla vita comunitaria in ogni suo aspetto, anche quello politico. Sarebbe bello che i giovani facessero sentire in maniera propositiva il proprio peso specifico e si impegnassero in prima persona per caratterizzare il proprio paese. Noto con piacere che sempre più persone prendono parte alle sedute di Consiglio: è un punto di partenza dal quale non si può che iniziare per combattere la disaffezione sempre maggiore nei confronti di una politica vista erroneamente e troppo spesso come lontana dal singolo cittadino e dal suo vivere quotidiano. Dall’altro lato spetta all’amministrazione incentivare la partecipazione pubblica, proporre momenti di condivisione e render sempre più trasparente e conoscibile il proprio operato, magari discutendone prima con i cittadini stessi. Devo ammettere infine, che nonostante io condivida alcuni dei motivi di lamentela da parte dei cittadini, noto con dispiacere che spesso si utilizzano i social network per offendere anche personalmente il sindaco, la giunta e l’intero consiglio: è un qualcosa di inaccettabile, che non porta alcun tipo di risultato ma bensì abbrutisce e decontestualizza il livello della discussione politica, portandolo verso degli squallidi attacchi personali sempre condannabili.”

Sara Angius

PrintWhatsAppTwitter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*