Il libro: “La Maledizione di Padiglionis”

È una passione, che nasce da ragazzino, quella di Stefano Cruccas,un Pabillonese doc di 41 anni, sposato e padre di due bambini. Una passione che per tanti ragazzini finisce sul nascere, invece per Stefano, fortunatamente continua ancora oggi,  e si è concretizzata con  il  trasformare la sua passione nella pubblicazione di una raccolta di testi poetici  nel 2017.

Il suo cammino come scrittore inizia, infatti,  con una raccolta di poesie datate 2017/2018, per poi passare alla stesura del suo primo romanzo dal titolo”La maledizione di Padiglionis”. Un titolo accattivante che stimola la curiosità del lettore, corredato  da una copertina in bianco e nero realizzata da una ragazza di 17 anni di Pabillonis ,di nome Collu Giulia, apparentemente in contraddizione con il titolo del romanzo.

Il romanzo, di genere giallo mistery, racconta una storia intervallata da riferimenti storici e di fantasia, con  un salto cronologico dal XIV secolo ai giorni nostri con un salto nel passato attraverso la descrizione  fatti    risalenti al 1584 ed ad una leggenda legata a San Giovanni Battista, vice patrono di Pabillonis e alla tradizionale sfilata de “is carrus de s’abiu”. Nel romanzo trovano spazio termini in dialetto campidanese che lo rendono incisivo e caratteristico. I termini dialettali  vengono spiegati in un glossario, nelle ultime pagine del libro, questo da la possibilità a tutti, anche a chi non conosce tale dialetto, di poterlo apprezzare fino in fondo.

Il romanzo risulta essere di facile lettura, scorrevole, ma nello stesso tempo “intrigante” che porta il lettore a leggerlo in fretta per assaporarne la fine e risulta adatto ad un pubblico vario, a prescindere dall’ età, dal livello culturale e dai  diversi interessi. Una signora di Pabillonis  R. M. di 87 anni riferisce “di averlo letto “in pressi, in pressi” perché ha trovato la storia appassionante e coinvolgente.  La presentazione del libro è avvenuta  nell’ex municipio di Pabillonis con una discreta partecipazione di pubblico.

Lo scrittore ritiene che il romanzo meritasse una maggiore attenzione   in ambito culturale in quanto molto “racconta” del piccolo paese del medio campidano, rivelando particolari,  situazioni ed  anedotti di cui molti sono all’oscuro. Stefano Cruccas  pensa di pubblicare, a breve, un altro romanzo, anzi possiamo già dire ai suoi estimatori  che pare abbia già iniziato a scriverlo, sempre sul genere di quello precedente. Diamo quindi, il nostro in bocca al lupo a Stefano, per futuri grandi successi con la speranza che sia d’esempio a quei  giovani che vorrebbero scrivere ma forse hanno necessità di un piccolo incoraggiamento.

Anna Luisa Garau

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