Il romanzo noir di Michele Iannelli

“Lo strano Natale del dottor Sossi” è un romanzo con molto noir di Michele Iannelli. Anzi, più che noir, nieddu. Iannelli, psicologo clinico, omeopata e floriterapeuta, casertano di nascita e romano d’adozione, ha un forte legame con la Sardegna. I suoi trascorsi professionali, per tantissimi anni ha insegnato in dei corsi di specializzazione sull’uso di medicinali alternativi in varie città dell’isola, Cagliari in particolare, hanno fatto sì che si innamorasse dell’ isola.  Nel Campidano risiedono alcuni dei suoi migliori amici. Iannelli, oltreché medico, è anche uno scrittore. “Lo strano Natale del Dottor Sossi” è il suo secondo romanzo, edito da Draw Up, un’emergente casa editrice di Latina. È un giallo falso a metà, nel senso che vi sono molti rimandi alla sua vita e molti aneddoti che fanno parte del vissuto degli italiani. Un testo intrigante, che già dal titolo, rimanda alle Brigate rosse. Il giudice Sossi fu un magistrato genovese, che finì nell’obiettivo dei terroristi. Il dottor Sossi in questione, è ugualmente genovese, ma esercita la professione di psichiatra a Roma. Mentre il libro scorre veloce, ci si imbatte in personaggi realmente esistiti, anche non italiani, come Thomas Sankarà, presidente del Burkina Faso, al quale il libro è dedicato, scomparso tragicamente in quanto persona non gradita alle multinazionali e Olof Palme, premier svedese che fece analoga fine nel 1986.

     È sottile il “gioco” di Michele Iannelli e presuppone la conoscenza di alcuni accadimenti che hanno segnato la nostra epoca. Ma c’è anche un’altra chiave di lettura. La bizzarria di un suo assistito, che rimandano alle situazioni nostrane. È un giallo però con punte di ironia e anche sarcasmo. Spiazzante per certi versi. Volendo si potrebbe fare un parallelismo con i dischi di Mike Oldfield: quando ti stai abituando a un genere, a una canzone, il musicista britannico di colpo, cambia strada. Questo è il modo di essere, nella vita reale, di Michele Iannelli. Gioca a tutto campo, svaria da una fascia all’altra. Così, appassionato di calcio, trova anche lo spunto per parlarne nel libro , inserendo una chicca. Gerard Pistop, investigatore privato marsigliese che abita a Roma, è una persona quanto meno strana. Passeggia per le vie della capitale, portando a spasso Titina tenuta al guinzaglio. Titina non è una cagnetta ma una gallina variopinta. Gigi Meroni, grandissimo calciatore del Torino, faceva esattamente la stessa cosa. Insomma un omaggio al calcio e in particolare alla farfalla granata, che perse la vita, come è noto, in seguito a un investimento stradale.  Iannelli, in questo riuscitissimo romanzo noir/nieddu, in realtà parla della sua vita, ma anche della nostra. Che viviamo di passioni e di incertezze. In fondo la vita è questa, ci appassioniamo, speriamo di giungere a delle certezze, poi il var ci dice, che non se ne fa più nulla.

Marcello Atzeni

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