Karl Marx e la statua contesa

In questo 2018 ricorre il 200° anniversario della nascita di Karl Marx: il filosofo era nato il 5 maggio 1818 e morì il 14 marzo 1883. Il valore della sua opera è immenso non solo per il portato e le conseguenze che ha avuto sulle vicende storiche e politiche del Novecento, ma perché si tratta ancora oggi di un insieme di strumenti validi per comprendere la società e l’economia post-industriale.

Siamo andati a fare un giro a Treviri, città d’origine del filosofo tedesco, dove si trova la Karl-Marx-Haus, il museo a lui dedicato. Allestito presso la sua casa natale e aperto fin dal 1918 su iniziativa del partito social-democratico tedesco, il museo, sequestrato e chiuso durante il nazismo e riaperto nel 1947, ospiterà fino al prossimo ottobre una esposizione dedicata al bicentenario dal titolo “Karl Marx da Trier al mondo”, che si aggiunge alle installazioni permanenti sulla sua speculazione filosofica, sulle sue vicende personali – con una interessante collezione di oggetti a lui appartenuti – sulla storia del comunismo e sull’influenza del marxismo nella politica e nella cultura mondiali. Nella cittadina tedesca, inoltre, è stato allestito per l’occasione un percorso marxiano che attraverso i luoghi-simbolo della città racconta alcuni importanti momenti dell’esistenza del pensatore tedesco.

È stata parecchio controversa, invece, la scelta di installare una statua dedicata a Karl Marx sulla Simeonstiftplatz a Treviri. Inaugurato il 5 maggio 2018, il lavoro dello scultore Wu Weishan è un dono della Repubblica Popolare Cinese alla cittadina renana. Il monumento, realizzato in bronzo su un piedistallo pentagonale rivestito di basalto, è alto 5,50 metri; raffigura Marx nei suoi ultimi anni di vita mentre avanza con un libro nella mano sinistra, lo sguardo rivolto in lontananza e il mento che si storce leggermente piegandosi in avanti.

In origine la Repubblica Popolare Cinese avrebbe voluto allestire una statua a grandezza naturale di fronte alla Karl-Marx-Haus; poi la decisione di costruirne una più grande per la quale, tuttavia, lo spazio previsto non sarebbe stato sufficiente; quindi la scelta di ubicare il monumento nei pressi della centralissima Porta Nigra, l’imponente porta d’accesso alla città fortificata di epoca romana. L’omaggio della Repubblica Popolare Cinese ha parecchio animato la politica tedesca; il consiglio comunale di Treviri ha discusso a lungo, e polemicamente, la proposta. Alcuni hanno parlato di “regalo avvelenato” ma alla fine l’amministrazione comunale – con il voto favorevole dei socialdemocratici della SPD, dei centristi della CDU, della Sinistra e dei Verdi, e quello contrario di liberali e populisti di destra dell’AfD – ha deciso di accettare il regalo e approvarne l’installazione.

Per l’inaugurazione le autorità locali hanno accolto ospiti importanti come il governatore della Renania-Palatino, l’ambasciatore cinese a Berlino, lo scultore della statua e rappresentanti dei governi tedesco e cinese. Non sono mancate però le polemiche e le manifestazioni di dissenso: la sezione tedesca di PEN International – che raccoglie scrittori e poeti di tutto il mondo – ha chiesto di congelare la cerimonia per spingere le autorità cinesi a scarcerare la poetessa Liu Xia. Il direttore del memoriale Berlin-Hohenschönhausen ha criticato invece la creazione di una “statua colossale”, ritenendola una espressione tipica delle dittature. Immancabili, gli attivisti del movimento Falun Gong, una setta bandita in Cina, hanno tenuto una veglia. Infine, una dimostrazione organizzata dai partiti della sinistra e dai comunisti tedeschi si è svolta a sostegno della statua mentre l’AfD ha tenuto una marcia per ricordare le vittime del comunismo.

  Non stupiscono le polemiche attorno al pensatore di Treviri e alle celebrazioni per il bicentenario della sua nascita. Il pensiero del filosofo tedesco – che ha trasmesso agli oppressi di tutto il mondo gli strumenti per capire le diseguaglianze economiche e sociali e trovare le soluzioni per superarle – è tornato prepotentemente di attualità non soltanto in campo accademico e scientifico ma anche in politica: Jeremy Corbyn, leader dei labouristi inglesi, sta raccogliendo enormi consensi attorno a un programma elettorale che fa ampio e deliberato riferimento al marxismo.

Il fantasma di Karl Marx si aggira oggi per l’Europa e fa paura, come, in qualche modo, accadeva nel 1848 per lo “spettro del comunismo” evocato dal filosofo nel suo “Manifesto”.

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