L’ Oratorio San Domenico Savio ha compiuto 60 anni

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Per i sessant’anni di attività dell’oratorio San Domenico Savio si sono tenuti diversi appuntamenti per ricordare il suo fondatore don Michele Pinna. «Proprio in questi giorni vengono ricordate con venerazione due figure di preti che, tra tante controversie anche interne alla Chiesa, hanno dato una spinta innovativa alla pastorale ecclesiale, facendola incontrare con la complessa modernità dei nostri tempi; don Lorenzo Milani e don Primo Mazzolari. Giganti dell’opera evangelizzatrice», ha detto il parroco mons. Antonio Massa

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L’inaugurazione ufficiale dell’oratorio risale al 1 maggio 1957, con la partecipazione del vescovo Mons. Antonio Tedde, ma i primi contatti con i ragazzi e giovani guspinesi cominciava nel novembre 1956 ed il 6 Gennaio 1957 con l’apertura dei primi spazi nell’ antica casa parrocchiale di via Pio Piras. «Due anni fa, avevamo iniziato con la povertà più assoluta, ma con una grande fiducia nel cuore. Un tavolino vecchio e sgangherato, dono di una buona persona, un crocifisso ed un quadro di Domenico Savio era tutta l’ attrezzatura e l’ ornamento della stanza, un pallone, rattoppato, l’ unico gioco del cortile. Vennero poi sei sedie, che una gentile persona ci offrì, poi qualche altro tavolino, altri giuochi, un armadio fatto costruire dalle donne di Azione Cattolica., prime benefattrici dell’Oratorio», scriveva don Michele Pinna nel rpino numero di “Vita Oratoriana” del 1959.

2a  I giovani guspinesi che hanno calpestato quello spazio polveroso oggi sono dispersi nel mondo, molti gli emigrati, ma tanti ancora nella nostra isola, che si sono ritrovati per festeggiare a Guspini il sessantesimo dell’oratorio. Alceo Atzeni ha ricordato i suoi primi impegni da giovane quattordicenne, con le proiezioni dei film nel vecchio teatro e all’ aperto in estate: «Avevo una grande responsabilità, ha confidato, dovevo ispezionare prima la pellicola e tagliare quei fotogrammi “osè”, qualche gamba nuda di donna o balletti succinti, per poi rimontare tutto al termine delle proiezioni, altrimenti si sarebbero scatenate le ire del parroco ed in particolare quelle di don Modesto Floris che ebbi modo di provare quando, per distrazione, mi sfuggirono alcune immagini “proibite”.

3 Come non ricordare il grande contributo dato all’oratorio ed alla comunità guspinese dal direttore della “Gazzetta”, Gian Paolo Pusceddu, fervente animatore del giornalino “Voce Oratoriana”, con i suoi articoli dal titolo “Cronaca ed attualità” e in particolare le sue riflessioni, i commenti e le analisi sui due movimenti giovanili più vivaci allora in paese: i giovani dell’Azione Cattolica Italiana e quelli della Federazione Comunista Italiana. L’altro suo impegno, oltre ad essere già da allora un bravo giornalista, lo aveva pienamente profuso nella nascita delle attività sportive “minori”, come il tennis tavolo, la pallavolo e l’atletica leggera in particolare, che ancora oggi onora, con le sue attività, il paese. Il calcio, però,  la faceva da padrona e grazie anche all’espansione e alla realizzazione del campo sportivo “San Domenico Savio” nella nuova zona edilizia di via Anna Frank, la Fortitudo raggiunse importanti traguardi. Nel 1967 conquista il titolo di campione regionale, con la formazione composta da Elvio Cappai, Mario Saba, Giorgio Tuveri, Gianfranco Garau, Pasquale Usai, Renato Sanna, Fausto Tocco, Massimo Zucca, Paolo Dessì, Orel Zucca, Mario Concas, Pinuccio Agus, Ulisse Peis, Pasquale Loi e Gian Paolo Piu. Buona parte della Fortitudo, nell’anno successivo, confluì nell’organico del Guspini calcio che partecipava alla serie D nazionale.

3a Ancora centinaia di giovani guspinesi ricordano i primi campeggi montani nella località di “Sibiri” a Gonnosfanadiga e successivamente nella colonia “San Pancrazio” ad Arborea. Tanta acqua è passata sotto i ponti, i ragazzi e giovani cambiano continuamente come è cambiata la struttura logistica degli spazi, da un complesso padronale seicentesco o forse ancora più antecedente, con giardino intorno, che fu poi casa canonica e casa di riposo. Oggi, grazie al lascito di Caterina Murgia, patronessa e beneficiaria dell’ oratorio, gli spazi sono stati adeguati ai tempi: cinetreatro, biblioteca, sala giochi e diverse sale per incontri e riunioni, compreso il campo A di calcio, oggi in erba sintetica.

«Quello che rimane, e lo vedo qui, sono i ragazzi ed i giovani e la sua vitalità attuale che si proietta verso il futuro. Non bisogna solo ricordare il passato, vivere il presente ma proiettarsi verso il futuro. Dopo sessanta anni cosa è rimasto dell’oratorio: un luogo di incontro, di relazione, di formazione e di crescita di umanità, di fede. Questa è la vocazione dell’oratorio, se non assolve a questa vocazione l’oratorio è fallito, si trasforma in un club, ma non è l’oratorio, come è stato pensato e voluto da quel grande pioniere che era San Giovanni Bosco», ha affermato il vescovo padre Roberto Carboni.

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«L’oratorio nacque in un momento in cui non vi erano le possibilità e le alternative di oggi, era forse l’unico riferimento valido per i giovani, che partendo dal discorso ricreativo riusciva a inculcare un sistema di regole e di formazione che ha forgiato molti di coloro che poi sono diventati protagonisti della società Guspinese», ha sottolineato il sindaco di Guspini Giuseppe De Fanti

Tarcisio Agus

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  1 comment for “L’ Oratorio San Domenico Savio ha compiuto 60 anni

  1. giovanni derpi
    26 settembre 2017 at 4:29 pm

    Gli Oratoriani non si sono fermati a Guspini
    ma hanno portanto nei luoghi di lavoro , di vita :
    lo stile
    GUSPINESE (schietto, sincero e cordiale, contento delle proprie radici)
    E
    la formazione ORATORIANA (leale, coerente ,accogliente ed aperta al dialogo
    con tutti e capace di accettare i propri limiti ma facendo bene il proprio lavoro )

    Come tutti i “talenti ” sono qualita che lasciano il segno, ma basta avere un occhio attento per capire ed apprezzare.

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