La pittrice Fabiana Sebis espone a Sanluri

Il taglio del nastro che darà il via alla mostra personale di pittura dell’artista Fabiana Sebis è previsto per sabato alle 17.30 all’Happy Bar di Sanluri. Saranno esposte una quindicina di quadri. La mostra sarà visitabile fino al 28 aprile tutti i giorni dalle 5 alle 21.30 e la domenica dalle 7 alle 13.
Fabiana Sebis, più nota come Feby, nasce a Gonnostramatza (OR) nel 1986. Dopo aver conseguito la maturità artistica all’istituto d’ arte di Oristano si dedica ad altre attività pur non abbandonando la sua passione per la pittura.
Dopo il diploma, inizia a dipingere quadri ispirati principalmente ad artisti del futurismo, surrealismo e cubismo quali Manca, Depero, Dalì e Picasso. Da questi trae ispirazione per l’uso definito della linea e per la scelta di colori quali l’arancio e l’azzurro. Le sue opere rimandano a scene legate alle tradizione popolari sarde. Sempre in questo periodo inizia a dipingere su tegola. Sollecitata dalla madre, dipinge scene legate alla natura: spazia dalla campagna della Marmilla alle spiagge esotiche. In questo modo, l’artista, acquisisce la tecnica del realismo che applicherà anche a quadri con soggetti differenti. Una breve pausa riflessiva le consiglia di esplorare mondi opposti, quali solitudine e maternità. La maternità, sopra tutto, predomina attraverso la rappresentazione di donne dalle forme generose, quasi a ricordare la sinuosità tipica delle colline della Marmilla.
Con l’evoluzione temporale, anche se il termine può sembrare eccessivo, vista la giovane età dell’artista, si assiste a un’esplosione liberatoria di elementi che caratterizzano fortemente le opere della pittrice della Marmilla: compaiono con frequenza costante le elaborazioni della fertile mente della ragazza, che in un secondo momento si materializzano sui suoi lavori: ” l’omino africano”, e la donna “semigiunonica”, abitanti delle sue opere. Il primo suscita simpatia a prima vista, il secondo, ricorda ed auspica una maternità, che simboleggia la continuità della vita. La coppia, si “sposa” all’occhio, che riveste un duplice ruolo, nelle opere di Feby. L’occhio va visto come un elemento vigile, che ora sorride alla vita e in altri momenti, invece, pur rimanendo perfettamente spalancato e con la pupilla dilatata, riflette uno stato d’animo, pensieroso, ma mai inquieto. Insomma, un sogno ad “occhio aperto”, che poi è il preludio, verso un risveglio totale e sereno, come quando dopo una giornata “condita” dal maestrale, le “finestre” del cuore, della mente e dell’anima, si spalancano e trovano un immenso prato, dove una moltitudine di fiori sgargianti, rappresenta la serenità. Che è la vera essenza della vita e che Feby catapulta tramite la sua mano in dei lavori che fissano quei momenti. Momenti che non debbono, non vogliono essere fuggenti e astratti, ma concreti e durevoli.

saimen piroddi

sadasd

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