La zona verde palcoscenico dei muralisti

La Zona Verde di Guasila, già da tempo sottoposta a misure di riqualifica ad opera delle amministrazioni comunali, è diventata il palcoscenico per alcuni giovani artisti locali: Daniele e Davide Ghiani, Enzo e Gabriele Zara, Marco Melis, Paolo Masili, Cristian e Manuel Annis. Il gruppo ha realizzato un meraviglioso murale, tramite il quale hanno potuto esprimere il loro punto di vista sul mondo.
«Viviamo in un momento dove sarebbe meglio che la fantasia prendesse il sopravvento su questa realtà sempre più cupa», sostengono i ragazzi. Il lavoro, aldilà del significato intrinseco, simboleggia il raggiungimento di due obbiettivi di fondamentale importanza: la valorizzazione di una parte del paese per troppo tempo lasciata allo sbando e il riavvicinamento dei più giovani alla propria comunità. Questo murale si prospetta come il primo di una lunga serie.

Daniele Ghiani, portavoce dei muralisti risponde a qualche nostra domanda.

Come è nata l’idea di realizzare questo murale?

«Più che da una singola idea, in realtà, dovremo parlare di una moltitudine di idee. Ognuno di noi voleva esprimere un particolare concetto che gli stava a cuore, per cui ci siamo riuniti e abbiamo assemblato i nostri punti di vista dentro un solo, unico, messaggio collettivo>>.
È la prima opera che realizzate? Oppure fra di voi c’è già qualcuno che ha dimestichezza con l’illustrazione?

«l’arte in qualsivoglia forma, dall’illustrazione classica sino ad altre vie meno canoniche. Disegnare su un muro, con tutte le difficoltà del caso, è stato il nostro modo di rompere il ghiaccio».

Cosa avete voluto raccontare con questo murale?

«Il concetto che volevamo esprimere prende il via dalle differenze che, secondo noi, esistono tra quello a cui siamo abituati e ciò che immaginiamo o avvertiamo come lontano. Insomma, fra la realtà e la fantasia. Una volta iniziata la realizzazione abbiamo seguito il flow: ciascuno di noi si è lasciato rapire dalla sua personale visione del tema e dalle proprie emozioni, col risultato di creare qualcosa di diverso rispetto all’operato altrui»-

Ci sono degli artisti di riferimento a cui vi siete ispirati?

«La scena dei muralisti, o più in generale dei writers, vanta anche in Sardegna nomi acclamati a livello internazionale, come Manu Invisible».

Questo ha in qualche modo influenzato il lavoro o il processo creativo?

«Conosciamo bene la varietà della scena nostrana. Manu Invisible è senza dubbio un grandissimo artista di cui dovremo, forse, essere tutti più orgogliosi. Durante la realizzazione del murale, però, ci siamo limitati alla nostra personale visione del mondo, tirando fuori dal cilindro qualcosa che rimanesse il più originale possibile. Se dovessimo citare qualche opera che ci ha influenzato, la scelta ricadrebbe senza ombra di dubbio su Rick and Morty, cartone comico/demenziale da cui abbiamo attinto immagini e visioni soprattutto per la creazione dei nostri fondali».
Avete intenzione di realizzare altre opere simili?

«Se potessimo, e ce ne fosse data la possibilità, siamo pronti a metterci in gioco ancora una volta!»

Giacomo Pitzalis

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