L’ecocentro potrà ricevere rifiuti industriali pericolosi

“Mai più progetti calati dall’alto!”. Così spergiurava chi oggi è alla maggioranza del nostro Comune, e invece, nel più assoluto riserbo ha deciso di realizzare un ecocentro alla fine della Via Todde, proprio a fianco dell’ex mattatoio, l’attuale centro di aggregazione sociale. Il progetto, è stato già approvato dalla Giunta ed è ora in discussione in commissione per la variazione del PUC (Piano Urbanistico Comunale) per essere portato al voto in Consiglio nel più breve tempo. Ciò è avvenuto senza nessun incontro pubblico, nemmeno un accenno alla stampa o dalle prolifiche pagine della sindaca e dei suoi assessori. L’ecocentro è un’area dedicata al conferimento, raggruppamento e stoccaggio di rifiuti domestici e non. Nel nostro caso verranno inizialmente accolti esclusivamente rifiuti non pericolosi, ma secondo le indicazioni del progetto, i suggerimenti della stessa Regione che lo finanzia in parte e per come è ovvio che sia viste le necessità, è destinata a diventare di tipo “B”, ovvero per rifiuti pericolosi anche industriali.

«Appare totalmente insensato realizzare una simile struttura in un area che è invece necessario preservare per consentire eventuali ampliamenti al centro di aggregazione sociale esistente, come spazi verdi al servizio di tutti. Un area prossima ad abitazioni esistenti, intorno alla quale non si escludono in futuro ulteriori opere urbanistiche, a poca distanza dal Rio Fluminera, con tutti i rischi connessi per quanto riguarda eventuali alluvioni e la possibile dispersione di rifiuti e sostanze pericolose», affermano i componenti di Assemlblea Permanente..

«In una struttura così concepita», affermano i componemti di Assemblea permanente, «non si possono portare avanti attività di valorizzazione e trattamento dei materiali da raccolta differenziata. Sono indispensabili infatti spazi adeguati per capannoni e impianti per lo stoccaggio dei materiali quali mobili, elettrodomestici e altri ingombranti e le attività di revisione, recupero, smontaggio e separazione dei componenti. Le linee guida regionali prevedono per queste strutture la dislocazione in prossimità di impianti tecnologici, quali la discarica gestita dalla Villaservice per esempio, proprio per agevolare il trattamento dei rifiuti e il recupero delle frazioni utili. In quelle vicinanze peraltro non manca la disponibilità di aree adeguate e capannoni in attesa di essere finalmente utilizzati», prosegue Assemblea Permanente. «Parlare di valorizzazione turistica di Villacidro appare quantomeno fuori luogo se uno dei suoi accessi viene paesaggisticamente deturpato: non saranno certo degli alberelli e qualche arbusto a cambiarne l’impatto visivo. Inoltre si va a modificare un progetto esistente di realizzazione di una circonvallazione, con tutto che ciò comporta in termini di sperpero di soldi pubblici, espropri di terreni privati e di rielaborazioni progettuali. Ma il fatto più grave in questa faccenda è la destinazione finale dell’ecocentro che inevitabilmente dovrà diventare di tipo “B”, ovvero per rifiuti pericolosi anche industriali», aggiungono quelli di Assemblea Permanente.

«Noi siamo ben felici che si realizzi un ecocentro. Lo auspichiamo da tempo e ci siamo più volte espressi in merito, poiché è indispensabile per attuare concretamente la strategia rifiuti zero. Ma deve essere realizzato in luoghi idonei, quale la zona industriale appunto, nata anche per quel proposito, in cui vi sia ampia disponibilità di spazi, lontano da abitazioni e con strade di accesso ampie e consentendo così anche un notevole risparmio nei costi di realizzazione dell’opera», concludono.i componenti di Assemblea permanente.

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