L’Ordine dei cavalieri di Malta in Sardegna

Chi erano i  templari? Cos’è l’Ordine dei Cavalieri di Malta, com’è strutturato, di cosa si occupa, come e in che modo è presente nella nostra isola? Queste le  grandi tematiche storiche sempre di immutato fascino  e i grandi interrogativi che vengono sottoposti all’attenzione di un incuriosito pubblico  nell’ interessante convegno tenuto nell’aula consiliare del comune di Arbus da Emanuele Melis,  laurea in Filosofia, Storia, Storia delle Religioni , docente presso l’istituto Marconi-Lussu di San Gavino e insegnante di  Storia delle Religioni all’Istituto di Scienze religiose di Cagliari. «È la serata conclusiva di un  lungo ciclo di appuntamenti  organizzati con il patrocinio del comune di Arbus dall’Università della Terza Età e inseriti nelle  iniziative  per il Natale Insieme. Uno spazio-cultura iniziato ai primi di dicembre con la serata dedicata alla radioastronomia e astrofisica relazionata dalla dottoressa Valentina Vacca che andiamo a chiudere con  quest’altro appuntamento di particolare interesse». Lo ricorda in premessa il  presidente dell’Associazione Salvatore Sanna ma anche  il sindaco Antonello Ecca e il suo vice e assessore alla Cultura Michele Schirru negli interventi istituzionali che seguono. Poi le attenzioni sono tutte per la preziosa e minuziosa relazione, supportata anche da alcune slide, presentata  dal professor Emanuele Melis.

Il racconto porta l’attenzione del pubblico sui  grandi avvenimenti di natura storico-religioso  e sociali che hanno caratterizzato buona parte del secondo millennio. Avvenimenti ulteriormente arricchiti  dalla continua ricerca fatta da storici e appassionati della materia, mai facile ne conclusa, dalla quale scaturiscono sempre nuovi dettagli e verosimilmente  nuove e spesso  misteriose letture su questo così importante periodo. «Si perché la storia – precisa Emanuele Melis –  si fa con i documenti e con una fedele lettura degli stessi». La prima parte è dedicata all’Ordine dei Templari, un ordine religioso della chiesa fondato nel 1118 con lo scopo principale di difendere dagli infedeli le vie di comunicazione con la Terrasanta  e i pellegrini  che viaggiavano lungo le strade sante di Gerusalemme. L’ordine fu riconosciuto dalla chiesa nel 1129 e operò fino al 1312  quando venne ordinato che i beni nel frattempo accumulati da questi guerrieri che si distinsero per la ferocia ma anche quali abili custodi di immense ricchezze fossero trasferiti agli Ospitalieri. «L’Ordine dei Templari – ricorda Emanuele Melis – non è giunto ai giorni nostri. Si distinsero per una grande ferocia in battaglia giustificata come  un inevitabile  “malicidio” ovvero l’eliminazione del male, accusati di aver portato la sacra Sindone dall’oriente in Europa,  furono anche  inventori e  precursori  del sistema bancario».L’evoluzione dell’ordine religioso nato come Cavalieri dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme, Cavalieri di Cipro, di Rodi divenne infine Ordine di Malta. I membri attuali dell’Ordine di Malta sono circa 12.500 presenti in circa 120 paesi.

«L’Ordine di Malta è riconosciuto dalle Nazioni Unite come ente di diritto internazionale. L’attuale missione dell’ordine opera prevalentemente a livello internazionale, nell’ambito dell’assistenza medico sociale e umanitario con la gestione diretta di ospedali centri medici e centri per anziani e disabili. Dopo la perdita dell’isola di Malta avvenuta nel 1798 caduta in mano a Napoleone  – ricorda il relatore – l’Ordine dal 1834 si è stabilito in Italia a Roma dove gode di extraterritorialità, risiede il Gran Maestro e possiede diverse proprietà immobiliari. In Sardegna – conclude Emanuele Melis -non troppe le tracce rimaste dell’attività dell’Ordine dei Cavalieri di Malta. Decorazioni artistiche in diverse chiese, nel passato diverse iniziative medico-sanitarie  attraverso gli ospedalieri di San Lazzaro presenti con alcune lebbrosari a Cagliari, Oristano e Sassari e quello degli ospedalieri di San Giovanni presenti soprattutto nella località di San Leonardo dove l’Ordine dei Cavalieri di Malta continua a godere della pertinenza della chiesetta, piccolo monumento dalla forma architettonica molto particolare,  presente nella località e ascrivibile al XII secolo».

Gianni Vacca

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*