Luigi Sanna, costruttore di cesti per passione

Si chiama Luigi Sanna, ha 65 anni, e da oltre un trentennio si occupa, per passione, della realizzazione di cesti e sedie dell’antica tradizione sarda. Lo abbiamo incontrato per conoscerlo meglio e farci raccontare alcuni aspetti interessanti di quest’antico mestiere.

Cosa fa Luigi Sanna?

Il mio lavoro principale è quello di collaboratore scolastico, svolgo l’arte dell’intreccio come pura passione. Sono entusiasta di ciò che faccio: qualcuno dice che lavorare nel settore pubblico tolga energie e motivazioni, ma non è certo il mio caso: ringrazio, infatti, di avere un lavoro di questo tipo che, oltre a motivarmi quotidianamente, mi permette di ritagliare spazi di tempo per dedicarmi a questa mia passione.

In che cosa consiste questa sua “seconda” attività?

Mi diletto nella messa a punto di cesti in olivastro (is catteddusu ndr) e, secondariamente, nella messa appunto di sedie antiche (scannusu ndr). Si tratta di attività che richiedono, oltre che passione, anche di una buona dose di pazienza. Prima di confezionare un cestino, infatti, c’è un lavoro a monte: i materiali di cui sono fatti, che crescono alla base degli ulivi, vanno cercati e tagliati con accuratezza nel periodo che va da agosto sino a gennaio o febbraio. Ne esistono di due tipi: l’olivastro che è chiaro e l’olmo che, al contrario, è la variante più scura.

Quando ha iniziato?

Intorno a metà degli anni ‘80. Per indole non so mai stare con le mani in mano: è stata forse questa caratteristica che mi ha portato, dopo aver osservato alcuni cestini antichi di mia suocera, a cimentarmi in quest’arte. Per un lungo periodo ho abbandonato questa mia attività, salvo poi riprenderla in mano verso la fine anni degli anni ’90.

Quanto tempo necessita la messa a punto di un cestino?

Se ho il materiale già a disposizione circa cinque/sei ore di lavoro. Le dimensioni dei cesti non contano, anzi le dirò che spesso ci metto più tempo a fabbricare quelli più piccoli.

Chi generalmente le richiede questi oggetti?

Gli acquirenti sono soprattutto: i cercatori di funghi, chi fa confezioni regalo, chi vuole un supporto per i cesti di Natale e, non ultimi, i collezionisti. In antichità avevano la funzione delle attuali buste della spesa, più ecologiche in quanto non usa e getta.

Che sensazioni le da praticare quest’attività?

Provo soddisfazione nel vedere il risultato finale del mio lavoro e altrettanto piacere nel ricevere i complimenti dagli acquirenti. L’apprezzamento che ricevo non fa altro che darmi ulteriori stimoli, un po’ come una fiamma che non si spegne mai e che viene alimentata sempre di più. Anche per questo motivo sono abbastanza scrupoloso nella lavorazione.

Da una semplice passione, si è quindi ritagliato una piccola attività complementare al suo lavoro.

Si, anche per questo motivo partecipo a mostre e sagre nel territorio. Ci tengo a ringraziare la mia famiglia che da sempre mi sostiene in ciò che faccio: dico spesso alle mie due figlie che, qualora dovessero avere dei problemi di lavoro, potrei insegnargli quest’arte. Lo dico scherzosamente, ma con un fondo di verità visto che ci terrei a tramandare quest’arte.

Cosa si augura per il futuro?

Mi auguro che queste arti antiche vengano tramandate affinché si mantenga ben alta l’identità del nostro territorio. Per fare dei bei lavori serve passione, pazienza e provare senso di benessere in ciò che si fa; solo se sono presenti questi elementi ci si può togliere qualche soddisfazione.

Simone Muscas

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