Pane gutiadu cun sògiu listìnchinu

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Il lentischio (listincu – lostincu – listìnchinu), è tipico della macchia mediterranea e da sempre si è ambientato perfettamente anche in Sardegna. È un arbusto sempreverde, che a distanza di anni può raggiungere alcuni metri di altezza e si espande anche in larghezza, tant’è che lo si utilizza sistematicamente per la recinzione di pascoli e terreni; non a caso contribuisce con le sue sostanze organiche a mantenere il terreno fertile e a favorire la crescita delle piante circostanti. In autunno, come avviene per le olive si raccolgono anche le bacche del lentischio e attraverso la bollitura in acqua di fonte si fanno lessare per circa mezz’ora (questo procedimento è una procedura casalinga in alternativa alla spremitura effettuata nei frantoi per grossi quantitativi). Subito dopo, si fanno scolare e si travasano dentro ad un sacco di lino, si schiacciano per favorire la spremitura, si filtra l’olio che ne fuoriesce e il ricavato si porta ad ebollizione una seconda volta insieme a dei fichi secchi spezzettati, questo accorgimento molto antico serve per addolcirne il sapore, in quanto in purezza risulta essere piuttosto pungente a causa della notevole presenza di tannini. In gastronomia, il suo olio viene utilizzato al naturale oppure aromatizzato con aglio, rosmarino o peperoncino o con erbe aromatiche per condire pietanze e per dare sapore a tartine, bruschette, pane carasau, formaggi e quant’altro di fantasia. Il suo olio essendo ricco di proprietà medicamentose, viene utilizzato anche per curare la pelle, rendendola fresca e vellutata ed è un ottimo rimedio per svariate patologie.

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Ingredienti:

per il pane carasau: g 200 di farina tipo 0, g 300 di semola di grano sardo rimacinata, un quarto di acqua, g 12 di lievito di birra freschissimo, 1 cucchiaino di zucchero comune, un cucchiaino raso di sale, oppure se non hai il tempo di prepararlo tu il pane prendi una confezione di carasau già pronto, olio di lentischio, un ramo di rosmarino marittimo, aglio, sale e pepe di mulinello q.b.

Preparazione:

la sera prima schiaccia quattro spicchi d’aglio e poni il ricavato dentro a un barattolo di vetro a chiusura ermetica, coprilo con dell’olio di lentischio, una presa di sale, una macinata di pepe e chiudilo ermetico. Fatto, prendi un altro barattolo di vetro e versaci all’interno due cucchiai di aghi di rosmarino battuti a coltello, una presa di sale e un peperoncino tritato, colma il tutto con altro olio, chiudi ermetico e poni i due barattoli colmi d’olio a marinare tutta la notte. Il giorno dopo, stempera il lievito in poca acqua tiepida insieme a un cucchiaino di zucchero e lascialo fermentare in luogo tiepido. Intanto, accomoda le farine miscelate a fontana su una spianatoia, al centro tuffa il lievito sciolto, il sale e tanta acqua tiepida quanta ne occorre per ottenere un impasto liscio ed omogeneo, che suddividerai in piccole pagnottine di circa cento grammi cadauna e lascerai riposare sulla spianatoia infarinata e coperta con un telo in ambiente tiepido privo di correnti d’aria per almeno due ore. Trascorso il tempo, lavora le pagnotte con il matterello, spianandole fino ad ottenere dei dischi di sfoglie sottili e man mano che le prepari, accomodale sul tavolo intercalando un canovaccio tra una sfoglia e l’altra, lascia lievitare per un’altra ora e appena trascorsa, disponi una sfoglia alla volta sopra una mattonella refrattaria che avrai sistemato per tempo dentro al forno di casa a una temperatura di 250°. Appena la sfoglia inizia a gonfiarsi, falla roteare e appena risulta gonfia come un pallone, estraila e dividila con l’aiuto di un coltello, poi impila le sfoglie una sul’altra, quindi prosegui in questo modo fino al termine del’impasto. Fatto ciò, passa nuovamente le sfoglie a una a una dentro al forno caldo e lasciale cuocere, giusto il tempo che occorre per farle tostare. Terminata questa operazione, pennella il pane carasau con l’olio di lentischio precedentemente aromatizzato, spruzzalo con poco sale e ripassalo per una decina di minuti dentro al forno caldo a 150° per circa dieci minuti. Servilo subito come stuzzichino, fragrante e croccante o come accompagnamento alle pietanze durante il pasto. Vino consigliato: Alghero bianco frizzante, dal sapore gradevole, delicato, sapido, armonico e asciutto.

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