Raccolta differenziata: complicazioni e incertezze

Sempre più complicata la situazione legata alla raccolta differenziata nei Comuni che hanno partecipato alla gara d’appalto che ha visto come stazione appaltante il Consorzio Cisa. I rapporti fra sindaci e stazione appaltante sono sempre più tesi. Alla richiesta di dichiarazioni in merito il sindaco di Serramanna preferisce non rispondere finchè non si farà completamente luce e chiarimento sugli avvenimenti delle ultime settimane, ma dalle informazione estrapolate dagli atti pubblicati dai rispettivi enti sono tante le incertezze. Il Comune di Serramanna è socio di maggioranza con il 21,74% di quota di partecipazione del Consorzio Cisa, ne presiede sia l’assemblea consortile, il cui presidente è lo stesso Sindaco di Serramanna Sergio Murgia, che il Consiglio di Amministrazione presieduto da Silvio Serci.

Da un primo verbale dell’assemblea consortile tenuto la seconda settimana di aprile si evincono malumori e disagi di tutti i sindaci presenti che incalzano il direttore del Consorzio, l’ingegnere Musio per avere chiarimenti in merito. In particolare il Sindaco Murgia denunciando una mancata informazione sulle modifiche al calendario per il mese di Aprile, la chiusura dell’ecocentro e un’impossibilità di dialogo con la ditta termina annunciando che il Comune di Serramanna uscirà dall’appalto.

Intanto il 25 Aprile è stato distribuito nelle abitazioni, non in tutte considerato che diversi utenti non lo hanno ricevuto, il calendario della raccolta da maggio a dicembre. Se il calendario di Aprile era stato stravolto ma con incrementi di passaggi, seppur con i disagi degli sfalci e potature domestiche non ritirati, nel calendario per la seconda metà dell’anno assistiamo ad un ulteriore cambiamento. Sono state ripristinate le giornate come nella gestione 2017, tre passaggi settimanali per il ritiro della frazione umida, uno per quella secca, un ritiro quindicinale pe carta e cartone, uno quindicinale per la plastica e a sorpresa uno quindicinale per vetro e lattine che era sempre stato ritirato settimanalmente. A distanza di un mese ancora nessuna novità il ritiro di sfalci e potature, intanto l’ecocentro ha ripreso a funzionare regolarmente. Quindi da un servizio che sembrava incrementato in realtà è previsto un passaggio in meno rispetto alla vecchia gestione. Nessun comunicato che dia una qualche informazione ma da dichiarazioni del sindaco del Comune di Samassi, Enrico Pusceddu si evincono diversi chiarimenti «Il mese di aprile prevedeva per tutti i 7 Comuni dell’appalto un incremento dei passaggi per riuscire a recuperare tutti gli arretrati lasciati dalla precedente ditta. In teoria dal mese di maggio si dovrebbe rientrare nella normalità dei passaggi del porta a porta, ci sono ancora alcuni problemi in qualche utenza e non si è ancora risolta la questione degli sfalci, mentre dovrebbero avviarsi quanto prima i servizi di spazzamento manuale e meccanizzato».

Gli incontri fra i sindaci sono continuati e continuano, sia per sistemare le questioni irrisolte con la vecchia ditta, ormai in fallimento che per chiarire i rapporti in corso con l’attuale ditta, nonché per lavorare al nuovo bando e per attivarsi in merito ad un risarcimento danni per il pregresso. È del 26 Aprile scorso la delibera n.66/2018 della Giunta Comunale di Serramanna con cui si conferisce incarico ad un legale. Si legge nella delibera “è intendimento di questa Amministrazione Comunale conferire incarico di assistenza legale per meglio approfondire gli aspetti giuridico amministrativi della vicenda e per la predisposizione degli atti a tutela dell’amministrazione Comunale consistenti nell’eventuale proposizione di ogni giusta azione giudiziaria, sia in sede amministrativa che civile risarcitoria nei confronti dei responsabili dei disservizi sopra descritti attinenti al servizio di igiene urbana e di raccolta differenziata dei rifiuti, nonché più in generale alla gestione organizzativa del Cisa e al rapporto con il direttore del Consorzio”.

Nonostante la questione sfalci sia ancora in fase di soluzione con lunghi tempi di attesa per il ritiro, l’attività ordinaria deve comunque andare avanti ed è del 27 Aprile l’ordinanza sindacala pe la pulizia aree del centro abitato al fine della tutela dell’igiene e della pubblica incolumità, che prevede sanzioni da un minimo di 25 ad un massimo di 500 euro per quei privati che non rispettino la prescrizione entro il 25 Maggio prossimo.

Una vicenda ancora molto contorta e confusa che vedrà sicure evoluzioni sia a breve che a più lungo termine, resta l’incognita relativa al costo sia sociale che economico della vicenda, se ci saranno ricadute sul piano finanziario della Tari, quali conseguenze sia amministrative che economiche possano derivare da una causa dei Comuni soci avverso il Consorzio di cui essi stessi fanno parte, ancora troppo presto per trarre conclusioni su una vicenda che presenta ancora molti, troppi punti da chiarire, si attendono novità.

Elena Fadda

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