Scuole medie: convegno sui pericoli del cyberbullismo

Il pericolo corre sul web. Di questo e altro si è parlato al convegno organizzato per le prime classi delle scuole medie della città al convegno intitolato “Ciberbullismo” organizzato dall’associazione Altroconsumo in collaborazione con l’amministrazione comunale. «Molto spesso, soprattutto i piccoli utenti, non capiscono appieno i rischi che comporta l’uso di uno smartphone e la navigazione su Internet», sottolinea Luca Pisano, esperto dei rischi contenuti nella Rete. E agli alunni attenti e a malapena contenuti nella pur capiente sala consiliare del Municipio circa 350 posti a sedere) ha spiegato loro: «si fanno selfie, si posta il piatto che si mangia e poi lo si inserisce nel proprio profilo dei vari social. E lo si fa normalmente, naturalmente. Ma se si facesse una gigantografia della stessa foto e si girassero le strade dove si vive, lo faremmo altrettanto naturalmente? E se vedessimo una situazione simile fatta da un altro, penseremmo sia normale? Naturale?». E Luca Pisano si azzarda su una previsione annunciando come «i social, quelli che conosciamo e che da pochi anni stiamo imparando a impiegare, tra massimo dieci anni sono destinati a scomparire almeno nella forma in cui noi li conosciamo». E ipotizza l’introduzione di “tute da indossare, avatar capaci di impiegare tutti gli altri sensi che oggi restano inutilizzati”. Ricordando anche come la rete con i social favorisca il “centrarsi”, cioè scontrarsi in chat tra singoli o gruppi dandosi pubblico appuntamento in luoghi che ormai stanno diventando ormai noti “come a Cagliari via De Gioannis,, il parcheggio de Le Vele a Quartucciu, vicino il porto. Ci si incontra per bisticciare”. Storture giovanili. «Recentemente», rivela Francesco Mattana, referente regionale dell’associazione Altroconsumo, «dei ragazzi hanno segnalato ai loro genitori una situazione di bullismo e questi si sono rivolti alle forze dell’ordine ponendo fine alla situazione che rischiava di degenerare. Ecco, ragazzi, quando vi sentite in difficoltà non abbiate paura di chiedere aiuto ai più grandi». Perché i rischi sono sempre dietro l’angolo in un mondo molto spesso gestito dai più grandi. «Molto spesso si naviga in rete in modo inconsapevole», conferma la pedagogista clinica Daniela Trudu, «e i giovani, gli adolescenti, non hanno gli strumenti adeguati per gestire i pericoli». Rischi che ben conosce Roberto Manca, ispettore della Polizia postale di Cagliari. «Personalmente sono contrario a dotare un undicenne di smartphone, perché si tratta di un mezzo potente e complesso e a quell’età non si hanno gli strumenti adeguati per saperlo gestire con adeguata competenza».

Ma tant’è che allo stesso convegno organizzato in Municipio non c’era uno solo giovane studente privo dell’importante mezzo di comunicazione.  «Ma attenzione ragazzi», ha ammonito l’ispettore capo della Polizia postale Roberto Manca protagonista di numerose inchieste sul web che hanno portato a incastrare chi sulla rete si inserisce con intenti truffaldini, «perché spesso lo smartphone oggi viene persino preferito agli amici quando si interrompono colloqui in corso e in genere condiziona la vita visto come spesso si chatta fin’oltre la mezzanotte e, conseguentemente, la mattina in classe ci si presenta poi quasi come degli zombie con capacità attentive certamente molto limitate». Ma sul web corrono anche gravi rischi come ben sa Roberto Manca. «State attenti alle chat dove vi si chiedono attenzioni e persino prestazioni in foto». È di recente un “concorso” indetto sulla rete e rivolto agli adolescenti dove si richiedevano foto “particolari” ed è inutile dire come l’intento fosse legato al mercato pedopornografico. «Siamo riusciti a scoprire l’autore e ad assicurarlo in carcere», premette ancora l’ispettore Manca, «ma i rischi sono sempre dietro l’angolo». E per questo si è pensato di porre in qualche modo degli argini. «Da qualche settimana è stata instituita l’applicazione You Pol».  annuncia l’ispettore di Polizia, «e invito tutti i ragazzi a scaricarla segnalandoci gli illeciti in rete come bullismo e spacciatori». A intervenire saranno le stesse forze dell’ordine garantendo l’anonimato a chi segnala.

Gian Luigi Pala

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*