Acqua, Serramanna è fuori da Abbanoa

Dopo anni di battaglie e di scontri, il comune di Serramanna, il solo del Medio Campidano a far parte del comitato Gasi (Gestioni autonome servizio idrico), è riuscito ad ottenere dalla Regione di continuare a controllare in autonomia la gestione delle reti idriche e la conseguente distribuzione dell’acqua ai propri cittadini. Il comitato, che comprende 29 Comuni sparsi in tutta la Sardegna, si è costituito nel 2015 per fare fronte comune contro la pretesa da parte del gestore unico Abbanoa di subentrare al posto loro nella gestione dell’acqua pubblica.

L’origine della disputa risale al 2006, quando Alessandro Marongiu, l’allora sindaco di Serramanna, decise che le risorse idriche del paese, racimolate grazie all’impegno ed ai sostanziosi investimenti effettuati, dovevano continuare ad essere gestite dall’amministrazione comunale. In sede di consiglio, sia la maggioranza che l’opposizione si trovarono d’accordo nel portare avanti la contesa per raggiungere questo obbiettivo che, da un punto di vista legislativo, doveva portare ad una modifica della Legge Regionale 4 febbraio 2015 n.4, ove si dà totale potere ad Abbanoa per quel che riguarda la gestione dell’acqua.

Le preoccupazioni del primo cittadino erano quelle della maggiorazione dei costi per gli abitanti, nonché i dubbi riguardanti la qualità dell’acqua erogata dal gestore unico. Infatti, Serramanna si serve dei suoi sette pozzi artesiani scavati negli anni da cui sgorga un’acqua che si può bere tranquillamente dal rubinetto, poiché proviene da falde profonde e non da tubature superficiali.

Le proteste dei sindaci vanno avanti negli anni, tra raccolte di firme, referendum e manifestazioni in diverse città dell’isola, fino alla nascita del Gasi, capeggiato da Domenico Gallus. Si arriva infine all’anno scorso, quando a settembre l’Egas, l’Ente che organizza il servizio idrico della Sardegna e che ha dato incarico ad Abbanoa di gestire l’acqua potabile, delibera che i Comuni in questione non possiedono i requisiti di salvaguardia necessari per gestire in autonomia il servizio idrico e che devono avviare subito il procedimento per la cessione al gestore unico. La reazione del Gasi è fulminea e i sindaci coinvolti chiedono alla Regione di accelerare l’esame della proposta di legge che consentirà ai Comuni che non vogliono vendersi ad Abbanoa di continuare a restarne fuori.

A novembre l’Egas prima sospende la delibera per 45 giorni e poi la revoca, e a inizio dicembre l’autonomia viene siglata dall’approvazione dell’emendamento all’art. 15 della Legge 04/2015, che recita: «Nell’ambito territoriale ottimale rimangono in ogni caso ferme le gestioni esistenti svolte in forma autonoma tramite affidamento o in via diretta, o attraverso convenzioni stipulate dai Comuni con altri enti locali o gestori». Una vittoria per tutti coloro che si sono battuti per questo progetto e, perché no, un precedente per coloro che vorranno decidere che possono fare da soli, facendo risparmiare i propri cittadini su un bene così prezioso come l’acqua.

Manuela Corona

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