“Serramanna si racconta”: terzo volume

La rassegna culturale organizzata dall’associazione “Il Pungolo” arriva al terzo appuntamento e propone ai lettori un ulteriore volume che, con buona probabilità e insieme ai primi due, arriverà a comporre una vera e propria collana dedicata all’ispirazione letteraria maturata nel contesto serramannese. Presentato al pubblico nella classica veste editoriale – in continuità con le precedenti edizioni da cui si differenzia per il dorso in colore rosso – il libro illustra in copertina e sul retro le fotografie rispettivamente di Fioralba Zucca e Rossana Limoncino.

Il concorso è stato articolato in quattro sezioni; una dedicata ai più piccoli delle scuole elementari con le filastrocche, quindi la poesia, in italiano e in sardo campidanese, poi narrativa e in appendice la raccolta fuori concorso.

La giuria, formata da Michela Arixi, Mirando Aru, Giovanni Carletti, Giuseppe Marras e Vitalina Frongia e Giovanna Carletti ha premiato le opere di Mirella Podda, proclamandola vincitrice nelle due sezioni di poesia. Primo posto invece per Lucia Atzori, sezione narrativa, con il brano “Mia Madre”, una rievocazione della storia della propria madre quasi novantenne, – presente durante la cerimonia di premiazione – e dell’antico tempo d’oro serramannese, quello dei nostri avi. Tale risultato, particolarmente apprezzato, è stato accolto con grande emozione dal pubblico che all’autrice ha riconosciuto un caloroso applauso.

Per quanto riguarda i più piccoli, il contributo dei bambini – condotti in questa loro esperienza di scrittura dall’ insegnante elementare Linda Frongia – si è realizzato, per ciascun partecipante, nella composizione di versi in rima baciata accompagnata dall’accostamento di curiose assonanze secondo il vissuto tipico dei bambini; le vacanze, la famiglia, i giochi, la natura, gli animali. Il primo premio è stato raggiunto da Maria Luisa Patti con “Filastrocca dell’Estate”.

Come riportato nell’introduzione del libro, maestra Linda sottolinea la ricchezza e l’entusiasmo che scaturisce dalla risposta di tutti i bambini quando si trovano motivati ad esprimersi liberamente con le parole, ispirati dalla propria fonte di fantasia creativa.

E se si pensa – aggiungiamo noi – al fatto che viviamo nella civiltà in cui trionfa l’immagine, la consapevolezza di trasmettere valore anche alla parola, non può che risultare di conforto per lo sviluppo intellettuale delle nuove generazioni.

 

Giovanni Contu

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*