Silvio Atzeri candidato sindaco per la lista “Po bidda”

Silvio Atzeri, 47 anni, impiegato nella sfera formazione professionale, si presenta come candidato sindaco della lista n.1 “Po Bidda” il cui programma è consultabile sul web. Questi, oltre all’aspirante primo cittadino, i nomi dei candidati della lista: Dario Cadeddu, Roberto Concas, Nicoletta Pau, Carla Peis, Rita Pianu, Manuela Sonego, Ulisse Tuveri. 

Si candida a sindaco perché?

Dalla volontà di avere, insieme al gruppo al quale appartengo, un confronto paritario con un’altra lista. In democrazia è tanto importante amministrare quanto lo è fare opposizione e “controllare” chi amministra.

Se alle prossime elezioni la sua lista risultasse quella maggiormente votata dai cittadini, da quali obiettivi partirà?

Il nostro gruppo ha messo a punto un programma con i punti che vorremmo attuare con azioni nel breve e nel medio e lungo periodo. Fra questi: soluzioni atte a  favorire l’occupazione con interventi per contrastare lo spopolamento, migliorie nelle infrastrutture e sui trasporti per il raggiungimento dei centri più vicini e strategici, nuove tecnologie, interventi mirati per la scuola e la formazione professionale, nuovi centri sociali, attività culturali di vario tipo, favorire la nascita di nuovi centri sociali.

Il vostro è un programma elettorale completo che spazia dalle infrastrutture, passando per la sfera economico-sociale sino all’attenzione per la cultura. Alla luce degli intenti, vi sono delle priorità da realizzare quanto prima?

Ci sono tre punti dai quali vorremmo partire. Innanzitutto la sistemazione delle stradi rurali che versano in condizioni pessime: in un territorio come il nostro, a vocazione prevalentemente agricola e pastorale, è un aspetto fondamentale per permettere agli operatori del settore di poter lavorare nelle migliori condizioni possibili. Un secondo punto è quello di creare un centro diurno per gli anziani, per trasformarlo, in una fase successiva, in casa di riposo. Il terzo punto è quello del lavoro: non abbiamo bacchette magiche, ma faremo di tutto gettare le basi perché si creino le condizioni di sviluppo attraverso la richiesta di finanziamenti e altre soluzioni percorribili.

Amministrare oggi presuppone molta più lungimiranza rispetto al passato per i paletti imposti dal bilancio armonizzato che limita fortemente il potere decisionale degli enti locali. Come far capire ai cittadini che, al di là di tutte le buone intenzioni, è difficile realizzare tutti i punti di un programma? O la vostra lista ritiene di poter soddisfare tutti gli impegni presi in campagna elettorale?

Sono per la politica dei piccoli passi: cammin facendo valuteremo tutto ciò che sarà possibile fare con la massima trasparenza. Sarà importante, a tal fine, attivare tutti gli strumenti di comunicazione possibili, servendoci delle tecnologie più utilizzate per informare i cittadini e renderli quindi attivi nella sfera decisionale. Crediamo che insistendo su una democrazia più diretta sia poi meno arduo superare le insidie che la politica attuale impone date le minori risorse economiche rispetto al passato.

Spopolamento e scarso sviluppo economico sono le piaghe del nostro territorio. Crede che un Ente locale possa avere i giusti strumenti per invertire questo trend?

Gli Enti locali hanno il dovere morale di essere un volano per lo sviluppo economico. Occorre incentivare i cittadini a mettersi in gioco nella sfera economica attraverso tutte le risorse possibili: dalla ricerca di finanziamenti, passando per la messa a disposizione di locali, sino a tutto ciò che rientra nelle competenze di un Comune e alle nuove idee che, nel corso di una legislatura, possono scaturire.

L’augurio è che lei possa avere la maggioranza. Se così non dovesse essere?

In quel caso sarò fra i primi a telefonare al mio “avversario” per complimentarmi con lui garantendogli una leale e costruttiva opposizione.

Simone Muscas

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