Slotmob: un paese sempre più unito

La campagna Slotmob nasce in Italia nel 2013 e ha come obiettivo la sensibilizzazione contro il gioco d’azzardo legalizzato del nostro Paese. Infatti il gioco è una vera e propria piaga sociale, che se da una parte frutta miliardi di euro, dall’altra ha un impatto sociale che mette a rischio molti, troppi cittadini. Negli ultimi anni sempre più persone aderiscono alla campagna Slotmob con l’intento di lanciare un messaggio di denuncia che possa arrivare alle orecchie di tutti.

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Anche a Sanluri, paese in cui la dipendenza da gioco d’azzardo supera nettamente quella del consumo di alcol e droga, oltre che nel resto dell’Isola, sono presenti dei cittadini impegnati su questo fronte. Questa campagna consiste nel premiare tutti quei locali pubblici i cui gestori, facendo una scelta etica, decidono di non portare slot-machine, gratta e vinci e tutti quei giochi che causano dipendenza all’interno dei loro locali. A monte di questa campagna c’è una solida organizzazione che vede collaborare associazioni varie e istituzioni, oltre che liberi cittadini volontari, professori universitari ed esperti del settore che informano sui rischi poco conosciuti che il gioco d’azzardo nasconde; il risultato è che in tutta Italia sono circa duecento gli Slotmob organizzati sino a ora, mentre Sanluri in pochi mesi ha visto premiati già tre locali pubblici, senza contare gli altri Slotmob in programma.

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«È dopo aver conosciuto varie persone con la patologia del gioco d’azzardo che ho deciso di impegnarmi in questa campagna di sensibilizzazione. Troppo spesso il gioco finisce con il rovinare persone o addirittura intere famiglie. È un problema molto diffuso di cui purtroppo ancora poco si parla», queste le parole di Damiano Cau, giovane ragazzo sanlurese e referente della campagna Slotmob per Sanluri, che insieme ad altri volontari, a figure istituzionali quali il sindaco Alberto Urpi, ad associazioni tra cui il Movimento dei Focolari e il Centro Italiano Femminile contro la violenza sulle donne, porta avanti quest’impegno nel sociale che sempre più vede allargare le sue fila. Tra coloro che hanno aderito a quest’iniziativa, un’impronta importante la lasciano specialmente i giovani come Margherita Urpi ed Eleonora Sacchitella che a diciotto anni sono fermamente convinte della loro posizione contro la presenza delle slot-machine nei vari pub e bar del paese.

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«Aver partecipato a un’iniziativa del genere mi ha fatto capire quanto l’argomento sia importante e mi ha reso una cittadina più consapevole. Il gioco d’azzardo guadagna sulla vita delle persone, non arricchisce nessuno ma anzi impoverisce», così Margherita Urpi racconta la sua esperienza dopo aver preso parte alla folla che ha accompagnato la premiazione di alcuni bar del paese. «Nella società contemporanea è tutto troppo incentrato sul guadagno e non sul vero benessere della società e del cittadino. Noi giovani vogliamo diventare protagonisti, vogliamo dimostrare che ci siamo e che abbiamo interesse contro questo problema sottovalutato» commenta Eleonora Sacchitella.

Fabiola Corona

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