Smart Working: una nuova forma di lavoro

Nel corso degli anni e dei Governi che si sono susseguiti, lo scenario del mondo del lavoro è cambiato. Abbiamo assistito a trasformazioni radicali non solo nella dimensione economica,  legislativa e produttiva ma anche nella società stessa. Trasformazioni che hanno generato nuove figure professionali  e un nuovo approccio al lavoro. Volendo creare una cronologia, è possibile stabilire l’inizio della trasformazione del lavoro a partire dall’accessibilità (non dalla nascita) al web, alla connettività e all’utilizzo sempre più diffuso di apparecchi tecnologici, quali pc, tablet, smartphone, etc.. che consentono di mantenere una costante e assidua connessione internet ovunque ci si trovi. La fondamentale conseguenza dell’uso di questi strumenti, è che oggi il lavoratore possiede i mezzi di produzione e possedendo i mezzi di produzione non ha bisogno di un luogo di lavoro e di un orario determinato per svolgere la maggior parte delle attività lavorative. Poter svolgere le proprie attività avvalendosi solo di una rete internet e di uno strumento tecnologico, segna un’evoluzione nel mercato del lavoro creando nuove figure professionali. In questo numero parleremo dello smart working (lavoro agile), cosa è, come funziona e da quale legge viene regolamentato. Lo smart working rappresenta una nuova forma di lavoro subordinato dipendente privo però di vincoli di tempo e di luogo in cui svolgere le attività. E’ un lavoro dipendente che ha dei punti in comune con il lavoro autonomo. Lo smart working permette di lavorare a distanza, dunque non necessariamente in azienda, e in orari flessibili. L’impegno richiesto è quello di portare a termine le attività che sono state affidate dal proprio datore di lavoro, nel rispetto delle scadenze e del proprio ruolo. Lo smart working pertanto è un lavoro subordinato soggetto al potere direttivo e disciplinare del datore di lavoro e come tale gode delle tutele e delle conseguenze di un normale lavoro subordinato, con sole due differenze: il luogo di lavoro e l’orario di lavoro. Per quanto riguarda la regolamentazione, il lavoro agile nasce come alternativa all’abolizione dei co.co.pro e dei voucher e si ha per la prima volta un quadro normativo definito il 13 Giugno 2017 con la legge n.81/2017.

Quando al lavoratore viene presentato il contratto, nello stesso devono essere chiari e descritti:
– Le mansioni e il livello, ove previsto dalla figura professionale
– Durata del rapporto di lavoro
– Gli strumenti utilizzati dal lavoratore e l’organizzazione necessaria per svolgere le proprie attività. Nel contratto di smart working è previsto il diritto alla disconnessione dagli strumenti tecnologici.
– Quali condotte possono essere sanzionabili a livello disciplinare
– L’orario di lavoro ma solo come limite massimo che non può essere superato senza indicare in quali fasi della giornata deve essere svolta (Es. max 8h lavorative)
– I controlli del datore di lavoro
– I tempi di riposo e le ferie del lavoratore
– Recesso. Il recesso, nel caso di assunzione a tempo determinato, è possibile  senza preavviso e solo se c’è una giusta causa. Il recesso, nel caso di assunzione a tempo indeterminato, è sempre possibile ma con un preavviso di 30 giorni (90 nel caso di categodie protette). Con il recesso dal contratto di smart working il lavoratore non viene né licenziato né si dimette.
Per quanto riguarda sicurezza, infortuni e malattia, i lavoratori agili hanno gli stessi diritti anche per le prestazioni rese all’esterno degli edifici aziendali e nel percorso tra l’abitazione e il luogo in cui il lavoratore svolge la sua attività. Per delucidazioni o ulteriori e dettagliate informazioni circa la tutela del lavoratore riguardo questi aspetti, è possibile consultare le istruzioni fornite dall’INAIL consultando la circolare n.48/2017

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