Stagione di prosa, musica e danza 2017-18

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Il fascino dei classici s’intreccia alla nuova drammaturgia, tra intriganti coreografie, canzoni d’autore e spirito del blues, per la Stagione 2017-18 de La Grande Prosa / Musica e Danza al Teatro Comunale di San Gavino Monreale, organizzata dal CeDAC con il patrocinio e il sostegno del Comune di San Gavino nell’ambito del Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna.

Tredici i titoli in cartellone – tra spettacoli e concerti – da gennaio ad aprile, con moderne riletture di immortali capolavori e raffinati intrecci fra letteratura e teatro, musica e poesia oltre a un viaggio nella cultura francese – dal genio di Molière al celebre romanzo epistolare di Choderlos de Laclos alle divertenti commedie Pierre Chesnot e Francis Veber.

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Tra i protagonisti nomi di spicco della scena nazionale (e non solo) – dalla scrittrice Michela Murgia che interpreta Grazia Deledda nella pièce di Marcello Fois, accanto a un’intensa Lia Careddu e a giovani talenti della scena come Valentino Mannias e Marco Brinzi, ad artisti come l’istrionico Gianfranco Jannuzzo insieme con Debora Caprioglio, l’attrice e regista Elena Bucci con Marco Sgrosso e Gaetano Colella, l’attrice e conduttrice Cinzia Spanò e l’ineffabile duo formato da Nicola Pistoia e Paolo Triestino. Sotto i riflettori anche Mario Zucca in coppia con Marina Thovez, l’étoile Emanuela Bianchini e il danzatore e coreografo Ricky Bonavita, musicisti del calibro di Ellade Bandini, Mario Arcari e Giorgio Cordini e il poliedrico Harold Bradley (fondatore del leggendario Folkstudio) alla testa della sua Blues Band, e ancora i danzatori del Balletto di Roma e i Tazenda per un itinerario “Dentro le parole”.

Il sipario si aprirà – martedì 9 gennaio alle 21 – su “Quasi Grazia” di Marcello Fois per un inedito ritratto della scrittrice nuorese Grazia Deledda, interpretata da Michela Murgia, affermata autrice di racconti e romanzi e conduttrice di programmi e rubriche televisive, in un interessante gioco di specchi tra arte e vita – verità e finzione. La figura emblematica della madre è incarnata da Lia Careddu, attrice della storica compagnia Teatro di Sardegna e completano il cast Valentino Mannias, Marco Brinzi e Giaime Mannias per la regia immaginifica di Veronica Cruciani.

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“Lo Schiaccianoci” di Pëtr Il’ič Čajkovskij da un racconto di E. T. A. Hoffmann rivive sulla scena – venerdì 12 gennaio alle 21 – nella versione originale di Massimiliano Volpini per il Balletto di Roma in cui allo sfarzo della Festa di Natale in casa Stahlbaum si sostituisce la visione della povertà e del degrado delle periferie urbane. Il sogno di Clara e dei suoi amici diventa la fuga da un destino già scritto, e il pupazzo ricevuto in dono si trasforma nel simbolo di “colui che ce l’ha fatta”, ma il finale recupera la dimensione fantastica e onirica con danze da tutto il mondo.

“Le Relazioni Pericolose” dal romanzo di Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos – mercoledì 24 gennaio alle 21 – racconta con la giusta dose di perfidia e cinismo del “conto aperto tra la marchesa di Merteuil e il visconte di Valmont”. La pièce con progetto ed elaborazione drammaturgica di Elena Bucci (sua anche la regia) e Marco Sgrosso – entrambi protagonisti sulla scena con Gaetano Colella – prende spunto dalle “lettere raccolte tra un gruppo di persone e pubblicate a scopo d’istruirne alcune altre” per descrivere la giostra delle umane passioni.

S’intitola “Un mondo a più voci” il progetto musicale del batterista Ellade Bandini in trio con il chitarrista Giorgio Cordini e il postrumentista Mario Arcari – in programma giovedì 8 febbraio alle 21 per uno speciale omaggio a Fabrizio De André, Francesco Guccini, Ivano Fossati e Paolo Conte. Una preziosa antologia di canzoni, reinterpretate con nuovi raffinati arrangiamenti dai tre artisti che hanno avuto occasione di suonarle in passato direttamente sul palco, o in sala di registrazione, con i diversi cantautori e ora ne ripropongono le indimenticabili melodie.

Tra parole e note “Pulsazioni” del danzatore e coreografo Ricky Bonavita – sabato 17 febbraio alle 21: l’originale racconto per quadri si ispira alle partiture di Johannes Brahms, Claude Debussy, Sergej Rachmaninov e Camille Saint-Saëns e ai versi dei poeti. Sotto i riflettori Enrica Felici, Francesca Schipani, Yari Molinari, Emiliano Perazzini, Ugo Bentivegna e lo stesso Ricky Bonavita che tradurranno in geometrie di corpi in movimento le suggestioni sonore e le immagini suggerite dai poeti del viaggio sul filo delle emozioni di un “attore/lettore assetato di bellezza”.

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Una “storia d’amore mediterranea” a passo di danza con “Odyssey Ballet” del coreografo Mvula Sungani – venerdì 23 febbraio alle 21 – sul tema dell’integrazione nel rispetto della diversità: una rilettura del poema omerico in chiave contemporanea, come il diario dell’attesa di una donna che fantastica sull’interminabile viaggio di ritorno dell’amato. I volti delle dèe e pricipesse sono proiezioni della protagonista, riflettono le molteplici sfumature del desiderio in un tempo sospeso e «il Ciclope e le altre figure mitologiche sono maschere delle incertezze date dal futuro».

Il dialogo a distanza tra un uomo e una donna in “Separazione” di Tom Kempinski con Marina Thovez (che firma traduzione e regia) e Mario Zucca – sabato 3 marzo alle 21: la vicenda inizia da una telefonata intercontinentale, con una voce che spezza idealmente la solitudine del protagonista, vittima dell’agorafobia e della sindrome da pagina bianca. Tra il celebre drammaturgo e un’attrice che vorrebbe portare in scena una sua commedia nasce una sorta di amicizia – in collegamento tra Londra e New York – in un crescendo tra ironia e suspense con finale a sorpresa.

La follia della guerra e i confini etici della ricerca ne “La Moglie” di e con Cinzia Spanò (già vincitrice del Premio Hystrio e candidata al Premio Ubu) per la regia di Rosario Tedesco – venerdì 16 marzo alle 21: la pièce racconta la storia del “Progetto Manhattan” atteraverso gli occhi di Laura, consorte di Enrico Fermi. Se nel mito di Eros e Psyche la fanciulla non poteva guardare lo sposo, pena l’infrangersi del sogno d’amore, la realizzazione della prima bomba atomica nel New Mexico porta con sé il peso di un segreto di morte e distruzione, con sotteso un terribile dilemma morale.

“Il Misantropo di Molière / Una commedia sulla tragedia di vivere insieme” con adattamento e regia di Marco Lorenzi – giovedì 22 marzo alle 21 – riparte dalla famosa commedia incentrata su «l’intramontabile dialettica tra l’io e l’Altro». Nel cast Fabio Bisogni, Roberta Calia, Yuri D’Agostino, Marco Lorenzi, Federico Manfredi, Barbara Mazzi e Raffaele Musella per una interessante riflessione sul rapporto tra verità e finzione, prendendo spunto da Alceste con il «suo sforzo intransigente di andare oltre l’apparenza», la sua incapacità di accettare l’ipocrisia mondana.

Quasi Grazia - ©alecani 2017 - all rights reserved - info at alecani@gmail.com

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Riflettori puntati – sabato 7 aprile alle 21 – sull’Harold Bradley Blues Band capeggiata dall’eclettico pittore, attore e cantante di Chicago, fondatore del leggendario Folkstudio di Roma tra “classici” e pezzi originali nel segno della “musica del diavolo”. La poesia struggente e l’ironia graffiante delle Blue Notes per un itinerario alla (ri)scoperta dell’anima nera dell’America (dai canti degli schiavi nelle piantagioni di cotone alle moderne solitudini metropolitane) in compagnia dell’artista innamorato dell’Italia, tra i più attenti ricercatori e interpreti della cultura afro-americana.

Ritratto di famiglia con “Alla faccia vostra!!!” di Pierre Chesnot – lunedì 16 aprile alle 21: la divertente commedia descrive le reazioni di parenti e amici davanti all’improvvisa scomparsa di un celebre scrittore, con un perfetto meccanismo a orologeria tra gags e colpi di scena con finale a sorpresa. Sotto i riflettori Gianfranco Jannuzzo nel ruolo dell’intraprendente genero del defunto e Debora Caprioglio che presta corpo e voce all’avvenente vedova, insieme a un’affiatata compagnia, con la regia di Patrick Rossi Gastaldi, per un affresco di varia umanità tra vizi e (rare) virtù.

Una scoppiettante commedia francese, “La cena dei cretini” di Francis Veber – domenica 22 aprile alle 21 – nella versione di Nicola Pistoia e Paolo Triestino anche protagonisti con Simone Colombari, Maurizio D’Agostino, Loredana Piedimonte e Silvia Degrandi. La pièce racconta della strana consuetudine di un gruppo di amici di farsi beffe degli ospiti finché uno degli artefici dello “scherzo” non si ritrova faccia a faccia con la sua vittima. Si sfiora la catastrofe, perché le buone intenzioni possono rivelarsi pericolose, ma poi tutto sembra risolversi (quasi) in un lieto fine.

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Suggellerà la Stagione di San Gavino – venerdì 27 aprile alle 21 – il concerto dei Tazenda per un ideale viaggio “Dentro le parole”: Nicola Nite (voce e chitarra acustica), Gigi Camedda (piano e voce) e Gino Marielli (chitarra acustica, hang e voce) con un gruppo di musicisti ripercorreranno trent’anni di canzoni. Sa limba come simbolo di libertà espressiva, unica forma capace di dar voce ai pensieri, diventa cifra caratterizzante ed elemento inscindibile dalla poetica della band isolana attraverso le varie evoluzioni e trasformazioni, sempre all’insegna di una musica capace di raccontare la Sardegna di ieri, oggi e domani.

La stagione de La Grande Prosa, Musica e Danza a San Gavino Monreale è organizzata dal CeDAC/ Circuito Multidisciplinare della Sardegna con il patrocinio e il sostegno del MiBACT/ Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Regione Sardegna, e del Comune di San Gavino, con il contributo della Fondazione di Sardegna e con l’importante supporto di Sardinia Ferries, che ospita sulle sue navi artisti e compagnie in viaggio da e per l’Isola.

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