“Taulas Coworking”, per chi cerca servizi personalizzati

Il mondo del lavoro sta cambiando. Con esso, si rivoluzionano anche le esigenze dei lavoratori e delle aziende, sempre in cerca di servizi flessibili e personalizzati. A Sanluri, nel polo culturale degli Scolopi, è stato realizzato il “Taulas Coworking”, una base operativa, dove si possono svolgere attività di ufficio.  Lo spazio è gestito da Alessandro Cadeddu, dottore commercialista di Pauli Arbarei, e da Marco Sideri, economista ed esperto in bandi europei di Ussaramanna, che insieme a Giovanni Sulis nel 2014 hanno istituito la “YourData srl”.

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Quali  i campi d’azione?

Ci occupiamo soprattutto di analisi socio-economiche, elaborazione dati e della gestione di progetti europei.

Cosa vi ha spinto a realizzare il Taulus Coworking?

Questo è uno spazio comunale sul quale il Comune di Sanluri punta molto. L’obiettivo è quello di valorizzare il nostro territorio dando origine a un servizio che ancora mancava, creando sinergie tra professionalità diverse. Studi recenti dimostrano che i liberi professionisti lavorano molto spesso in maniera isolata. È per questo che sono nati i primi spazi di coworking. Sanluri è il centro nevralgico della Marmilla e del Medio Campidano, e secondo noi è il posto ideale per dar vita a un progetto simile.

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Cosa è Taulas?

È lo spazio di coworking costituito da trenta postazioni, dieci private e venti condivise. Ogni Co-worker può accedere al suo spazio 24 ore su 24 senza doversi occupare di utenza idrica, elettrica, internet e pulizie. Questa tipologia di lavoro porta dei vantaggi non indifferenti: in primo luogo l’abbattimento dei costi, ma la cosa più importante è la creazione di sinergie entrando a far parte di una rete.

Quanti coworkers hanno aderito al progetto?

Con nostro piacere e stupore nel giro di pochi mesi hanno già aderito diversi professionisti. Tra questi Nicola Garau filmaker e fotografo, Nicola Cardia consulente del lavoro, Patrizia Atzori psicopedagogista Clinica e Fast-erre. Chiaramente il nostro auspicio è che tanti altri aderiscano.

In che modo possono convivere e collaborare professionalità tanto diverse?

Stiamo seguendo due progetti. Il primo è “EhcoButler”, finanziato dal programma europeo Horizon 2020, di cui gestiamo la parte di analisi economica e della comunicazione, è portato avanti da circa dieci partner. L’obiettivo consiste nel creare un’applicazione che aiuti la fascia anziana a prevenire o a limitare gli sviluppi della demenza senile che poi sfocia in Alzheimer. È un progetto di ricerca e di sviluppo che intendiamo portare avanti anche dopo la scadenza del 2018: sarebbe bello infatti poter sviluppare un prodotto simile per il mercato sardo. Il secondo è il progetto “Hearten”, anch’esso inserito nel programma Horizon 2020, con cui si intende realizzare un ecosistema che aiuti le persone affette da problemi cardiaci.

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Perché ci sono pochi nuovi imprenditori?

Uno dei principali ostacoli che abbiamo riscontrato è che i giovani d’oggi, pur avendo buone idee e tanta voglia di fare, rinunciano a provarci per paura di fallire. Secondo noi è un problema che ereditiamo dalla nostra cultura imprenditoriale, che vede il fallimento come una tragedia. Vorremmo far passare l’idea che avviare una start-up col rischio di fallire non può che far crescere l’aspirante imprenditore, a prescindere dal buon esito dell’avventura intrapresa. L’eventuale fallimento rappresenterebbe un importante bagaglio personale da cui trarre insegnamento per le successive sfide imprenditoriali. Dell’esigenza di aiutare chi avvia un progetto imprenditoriale se n’è accorto anche il nostro legislatore che nel 2013 ha introdotto l’istituto giuridico delle Startup innovative. Abbiamo constare quanto gli imprenditori apprezzino le interessanti, quanto poco conosciute, agevolazioni riservate a chi avvia una start-up. Tali agevolazioni sono di carattere fiscale, giuslavoristico e societario, garantendo importanti abbattimenti dei costi nei primi 4/5 anni di attività. È nostra intenzione far conoscere questi strumenti e all’interno di Taulas offriamo agli aspiranti neo-imprenditori un supporto in tal senso.

Claudio Castaldi

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