Terre Salmastre, tradizione vitivinicola

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Annata vitivinicola di buona qualità. L’uva ha maturato una concentrazione zuccherina piuttosto alta e ha realizzato un vino di gradazione alcolica consistente. Per mantenere il processo di fermentazione sotto controllo è necessario l’apporto determinante dell’enologo competente.  Ne abbiamo parlato con Lello Atzeni, vinaio in Cagliari e piccolo viticoltore sanlurese. La sua azienda, a conduzione familiare, ha avuto inizio con l’impianto della prima vigna nel 1945. Da allora è cominciata l’attività vitivinicola nella sua azienda, che oggi si chiama Terre Salmastre e nei suoi vigneti – poco più di tre ettari sulla strada provinciale per Lunamatrona – produce Malvasia bianca, nera, Nasco e Semidano Doc di Sardegna. Oggi i sui figli gestiscono l’antica Enoteca Cagliaritana.

1 sanluri imprenditore

Una prima impressione sull’avvio di questa  annata.

Certamente siamo di fronte ad un’annata precoce in netto anticipo sul periodo di vendemmia, se ci raffrontiamo alle date del calendario. Siccità e caldo torrido hanno influito in modo determinante sulla qualità dell’uva. Le variazioni climatiche comportano senza dubbio maggiore attenzione durante il periodo della lavorazione e conservazione. La qualità è certamente molto buona e dall’uva, vendemmiata rigorosamente a mano,  come nostra abitudine, conserviamo il grappolo assolutamente integro prima che giunga alla prima spremitura. Possiamo affermare che nonostante tutto ci siano prospettive confortanti.

In che modo un’azienda famigliare può sostenersi in un mercato parallelo a quello della grande distribuzione?

Nella produzione, l’esperienza e il controllo tecnico enologico costituiscono il punto di forza. Il vino è passione istinto educazione e cultura; richiede attenzione e maestria. Noi ad esempio produciamo in proprio e curiamo la fase dell’imbottigliamento appoggiandoci alla cantina Lilliu di Ussaramanna e Angelo Angioi di Tresnuraghes. Il mercato naturale per il nostro vino è destinato alla ristorazione, ai locali di consumazione e una modesta quantità all’estero, naturalmente alla disponibilità per le enoteche; una filiera minima che ci permette di raggiungere il nostro cliente tradizionale.

Giovanni Contu

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