Ultimo film della rassegna “Con gli occhi dell’altro”

Ultimo appuntamento oggi a Gonnosfanadiga con la rassegna cinematografica “Con gli occhi dell’altro” voluto dalla Caritas della Diocesi di Ales Terralba e sostenuto da Fondazione di Sardegna per affrontare il tema dell’immigrazione e dell’integrazione.  Alle 21.30, nella Sala Teatro, Via Sant’Elia (lato Parrocchia Sacro Cuore) sarà proiettato il film “Il sole dentro” (2012) con ingresso gratuito.

Il sole dentro è un film italiano del 2012 diretto da Paolo Bianchini. Tratto dalla vera storia di Yaguine Koita e Fodè Tounkara, il film è stato presentato e premiato al Giffoni Film Festival. Il film racconta la storia di due lunghi viaggi che si intrecciano, a distanza di tempo, lungo un percorso che unisce l’Europa all’Africa e viceversa. La prima è la storia di Yaguine e Fodè, due adolescenti guineani che scrivono, a nome di tutti i bambini e i ragazzi africani, una lettera indirizzata “alle loro Eccellenze, i membri responsabili dell’Europa“, chiedendo aiuto per avere scuole, cibo e cure. Con la preziosa lettera in tasca Yaguine e Fodè si nascondono nel vano carrello di un aereo diretto a Bruxelles. Inizia così il loro straordinario viaggio della speranza. Quando l’aereo atterra a Bruxelles, un tecnico scopre abbracciati i corpi assiderati di Yaguine e Fodè, accanto alla lettera indirizzata “ Alle loro Eccellenze”. La loro storia si incrocia, dieci anni dopo, con un altro viaggio, questa volta dall’Europa all’Africa, fatto da altri due adolescenti ed il loro pallone. È la storia del tredicenne Thabo, immigrato originario di N’Dula, un villaggio africano che nemmeno lui sa dove si trovi esattamente, accompagnato dal suo amico Rocco, quattordicenne di Bari provengono dal Sud di quell’Europa piena di contraddizioni, che attira e respinge i popoli, come le onde del mare che unisce e divide. Entrambi i ragazzi sono vittime della tratta dei baby calciatori, dalla quale stanno fuggendo. Attraversano tutto il deserto con solo un po’ di pane e una bottiglietta d’acqua, e dopo 3 mesi arrivano finalmente ad N’Dula.

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