Un progetto per l’accompagnamento alla nascita

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Formazione e assistenza per la maternità presso il Consultorio famigliare; si tratta di un servizio di sostegno alla salute offerto per il territorio della Trexenta nel comune di Senorbì, gestito dall’omonimo distretto sanitario Assl e rivolto alle donne in gravidanza fino alla fase del puerperio e oltre. Le attività consistono in un corso – con cadenza settimanale – per la preparazione al parto nell’arco delle venti settimane che precedono la nascita. Con il periodo postnatale ha inizio il percorso di accompagnamento per le esigenze tipiche di un nido; igiene del bambino, allattamento, semplici medicazioni. Un incontro specifico è rivolto alla presenza dei futuri padri ai quali viene presentata specialmente la particolare condizione delle loro compagne durante il delicato momento – che può protrarsi per diverse ore – del travaglio. All’interno del Consultorio senorbiese – che nell’anno 2016 ha accudito la nascita di 180 bambini della zona – sono presenti diverse figure, mediche e di supporto psicosociale; assistente sociale, psicologa, assistente sanitario, pediatra e naturalmente l’ostetrica e ginecologo.

1a  Recentemente, in presenza di Chiara Pilia l’ostetrica e Maria Bonaria Figliola l’assistente sociale, approfittiamo di un incontro settimanale fra le neomamme per parlare con un gruppo di ragazze che, dopo aver partecipato al corso parto, frequenta il consultorio per il periodo di allattamento.

Alla mia prima domanda, la più semplice, con la quale chiedo come abbiano saputo dell’esistenza di questo servizio, mi risponde subito Anna.

«Ho avuto tre figli e per ciascuna gravidanza ho ripetuto l’esperienza positiva avuta con il mio primo bambino. Ho saputo tramite un’amica, che a sua volta si è trovata bene e mi ha consigliato di partecipare ai corsi; credo che questo valga anche per le altre ragazze». Tutte confermano con un esplicito assenso generale; traspare chiaramente che in zona è diffuso un ampio gradimento del servizio.

2 «Ci viene proposto un sostegno molto ampio, per tutte le esigenze della maternità, da quelle più importanti sotto il profilo ostetrico a quelle di carattere pratico, riguardanti le cure ordinarie per noi mamme e il bambino», afferma Benedetta che prosegue «dall’ostetrica riceviamo assistenza per problemi che stanno oltre la questione sanitaria che riguardano in modo specifico svezzamento e crescita e comunque tutto l’aspetto post partum. Inoltre sono coinvolti i mariti ai quali viene spiegata l’importanza dalla loro presenza nei momenti più delicati e ricevono consigli utili su come interagire nei confronti della propria compagna nell’imminenza delle doglie».

Mi fanno poi notare che ci troviamo all’interno di una stanza – normalmente l’ufficio dell’assistente sociale – che per le esigenze delle mamme, settimanalmente diventa una sala allattamento. Tempo fa, per sostenere la più naturale e la prima forma di nutrimento materno, sulla scia dell’orientamento indicato dal ministero della salute si è attivato il progetto con l’intenzione di riservare uno spazio per questo scopo specifico cioè sostenere l’allattamento esclusivo al seno per almeno sei mesi che di fatto ha reso molto personale e intima l’area riservata all’accoglienza delle puerpere.

«Al mio arrivo, non conoscendo l’ambiente, la prima impressione è stata quella di un ambiente famigliare e inclusivo e ho percepito subito la presenza di una famiglia», sono le parole di Claudia, proveniente dal nord Sardegna e trasferitasi da poco in Trexenta. «Il ruolo dell’ostetrica garantisce un servizio essenziale sotto il profilo umano e professionale capace di metterci a nostro agio. Riceviamo un aiuto preziosissimo, sotto ogni punto di vista. Di fatto siamo compagne di vita affiatate e in questo ambiente si è creato un gruppo di mutuo aiuto efficace. Ciascuna mette a disposizione quello che può, creme, panni, latte, biscottini, per i bisogni di tutte. Ad esempio sappiamo che qui possiamo disporre di un tiralatte che spesso si è rivelato utile e in grado di far fronte a situazioni molto delicate».

Durante l’incontro effettivamente il clima diventa sempre più colloquiale; unanimemente chiedono che vengano diffusi i gruppi di allattamento e che vengano sostenuti adeguatamente. Sarebbero un punto di riferimento assoluto per le neomamme e un valido sostegno alle nascite.

Giovanni Contu

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