Una guida alle “Chiese campestri nel Medio Campidano”

“Agli abitanti di questa provincia, affinché sempre amino e custodiscano il proprio patrimonio culturale, ambientale e spirituale”. L’ accorato appello fatto personalmente dall’autore Maurizio Serra e la prefazione contenuta nella riedizione del libro già pubblicato nel 2009, e andato in ristampa con interessanti aggiornamenti qualche mese fa, sono il cappello col quale si è dato il via sabato 30 aprile, nei locali dell’oratorio San Giuseppe ad Arbus, alla presentazione della “Guida alle Chiese Campestri del Medio Campidano”. Una serata organizzata dall’Associazione Culturale Folkloristica Sant’Antonio di Arbus che don Luca Carrogu, parroco della Beata Vergine della Salute, ha voluto ospitare nei locali oratoriani dal momento che la manifestazione era inserita nel programma dei festeggiamenti per il centenario della realizzazione della chiesa di Santa Barbara Vergine e Martire di Ingurtosu, santa protettrice dei minatori. Chiesa i cui lavori incominciarono nel 1914 per concludersi 2 anni più tardi. Era infatti il 21 maggio del 1916 quando il vescovo Emanuelli, alla presenza dell’allora proprietario della miniera l’inglese Thomas Brassey, consacrò la chiesa alla quale contribuì per la sua costruzione oltre alla comunità dell’allora popoloso centro minerario anche Papa Pio X con una donazione di 20.000 lire. La chiesa di Santa Barbara di Ingurtosu, pur essendo al centro delle attenzioni per le sue “cento candeline spente”, non è stata comunque che una delle tantissime interessanti tappe raccontate con passione e supportate da bellissime immagini che Maurizio Serra ha regalato al pubblico presente. Un viaggio che ha attraversato tutto il territorio della nostra isola nella quale sono presenti tuttora circa mille edifici sacri rurali in attività, circa 350 in stato di abbandono o ridotti a ruderi e addirittura oltre 1400 ormai scomparsi per sempre.
«Questi piccoli gioielli – dice l’autore – sono una delle tante ricchezze che la nostra isola può vantare, ma molti di questi monumenti sono sconosciuti ai più; si tratta di un capitale immenso, innanzitutto devozionale, che richiama la grande fede dei sardi rivolta ai propri santi protettori, ma anche culturale e potenzialmente turistico, spesso immerso in contesti naturalistici di straordinaria bellezza». «Il commovente fascino dei ruderi – afferma ancora Maurizio Serra – ci offre spaccati di una Sardegna lontana dai soliti stereotipi quali mare, folklore, gastronomia e nuraghi, che da sempre caratterizzano l’immagine dell’isola, per regalarcene degli altri non meno belli e interessanti».
La guida alle Chiese Campestri del Medio Campidano sul quale l’autore si è parecchio soffermato è stata edita per la prima volta nel 2009 e questa del 2016 è una nuova edizione più dettagliata con maggiori notizie d’archivio e fonti storiche. Un’ottantina le chiese censite nel nostro territorio. Alcune ancora consacrate che espletano tuttora con una certa regolarità le funzioni religiose, altre si testimoniano solo con la presenza di ruderi, è il caso ad Arbus di Santa Sofia, San Domino e Sant’Antioco, a Gonnosfanadiga delle chiese di San Michele, Sant’Anastasia e San Cosimo, a Guspini di Santa Caterina, Santa Maria di Nabui e Capppella della tenuta Rossi. Altre ancora catalogate come scomparse o abbandonate: San Pietro De Josso a Guspini, San Costantino e San Nicola ad Arbus e San Bartolomeo e San Lorenzo a Gonnosfanadiga.
«È un progetto – precisa l’autore a conclusione – che non gode di alcuna dotazione finanziaria e non si avvale di nessun contributo pubblico o privato. La ricerca consta al momento di 10 anni di lavoro con oltre 1400 siti visitati, 150 mila chilometri percorsi sul campo, negli archivi e nelle biblioteche. Pubblicate anche le guide pertinenti alle province di Cagliari, Nuoro, Oristano, Sassari, Gallura e Sulcis-Iglesiente. La collana infine proseguirà con pubblicazioni su altre tematiche quali le chiese romaniche e bizantine, i novenari, le cappelle minerarie e quelle delle tonnare».

Gianni Vacca

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  1 comment for “Una guida alle “Chiese campestri nel Medio Campidano”

  1. Luciano Lampis
    31 maggio 2016 at 7:11 pm

    Buona sera e infinite grazie all’autore dell’articolo per le belle parole. Da anni siamo impegnati in tutto ciò che è cultura e non solo per il nostro paese. Grazie all’autore di questa meravigliosa ricostruzione Maurizio Serra di Villanovaforru, abbiamo dato la possibilità a quanti hanno visitato la mostra ed assistito al dibattito l’opportunità di scoprire numerosi dettagli sulla chiesa cristiana delle epoche di riferimento. Bello davvero interessante, certamente da ripetere. Un sentito ringraziamento al Parroco Don Gianluca Carrogu per la gentile concessione degli spazi.

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