Una testimonianza sulla disabilità

La disabilità è una condizione fisica e psicologica in cui l’individuo si ritrova per varie cause, che possono essere di tipo genetico o dovute a problematiche che si presentano durante il parto o nel corso della vita dovuti ad incidenti stradali, sul lavoro o altro. Ci sono vari tipi di disabilità come l’autismo, i ritardi mentali, la cecità, tetra paresi, i problemi cognitivi, del linguaggio, sindrome di Turet e tetra paresi spastica.

La tetra paresi spastica, ad esempio, è un problema che sorge alla nascita a causa di una emorragia cerebrale e crea tremore, insonnia, dolori stiramento muscolare, tachicardia, perdita dell’equilibrio e mancanza di ossigeno.

Nel mio caso ho un disturbo chiamato appunto tetra paresi spastica dovuta a delle complicazioni date durante il parto. Sfortunatamente i medici non si sono subito resi conto dei danni verificatisi, ma solo dopo una settimana, e quindi mi è venuto a mancare l’apporto di ossigeno necessario al cervello. Da allora convivo con questa patologia che mi crea molti disagi sia fisici che psicologici. La gente spesso si sofferma a guardarmi a volte in modo compassionevole, a volte disprezzandomi pensando a me come uno spastico, per fortuna altre persone riescono a vedere oltre la mia fisicità. Vorrei far passare il messaggio che la tetra paresi spastica è una disabilità ma non un limite.

Molte persone pensano che io non possa fare determinate cose che, solitamente, gli altri fanno. Invece posso fare moltissime cose, soprattutto se supportato nel modo migliore. La cosa peggiore è che la maggior parte della gente vede nei miei gesti, anche i più semplici e insignificanti, una intenzione maliziosa. Questo mi disturba non poco, perché ritengo incomprensibile il fatto che le stesse identiche azioni svolte da un normodotato vengano viste in un determinato modo, mentre le stesse svolte da un disabile vengono interpretate erroneamente. Faccio un esempio pratico per farvi capire meglio cosa intendo dire. Se ad esempio una persona, rimango appositamente sul vago, mi manda dei baci va tutto bene, ma nel momento in cui decido di ricambiare allora cambia tutto. Il mio atteggiamento risulta sgradito e fuori luogo e questa contraddizione mi destabilizza e mi amareggia, la cosa peggiore è che mi fa sentire fuori posto ovunque mi trovi. Per la mia esperienza attuale, interna ed esterna alla scuola, ho potuto notare che certi comportamenti nei ragazzi giovani sono molto più accentuati che all’esterno dell’ambiente scolastico. Ma di converso penso che tutto ciò accada, non perché gli adulti, in generale, siano migliori dei quindicenni, ma solo perché i giovani ancora non hanno filtri e forse sono più sinceri e diretti di molti adulti. Molto probabilmente anche all’esterno in molti pensano le stesse cose ma essendo adulti riescono a mascherare le loro emozioni e/o atteggiamenti. Purtroppo però la società in cui mi ritrovo è questa, piena di pregiudizi e prevenuta, per cui con il tempo spero di riuscire a farmene una ragione.

Francesco Sollai

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