Villacidro riscopre la serata anni ‘80

Avevano 20 anni negli anni ‘80 e ancora spensierati guardavano al futuro con ottimismo. Erano i villacidresi che riempivano la piazza Dessi la sera, la via Repubblica fino a via Aldo Moro, e creavano una folla di amici pronti a passeggiare. Quel quadretto di gioventù, risate e gioia, anche senza l’ausilio di telefoni e tablet, è stato dipinto nuovamente ieri di fronte al Lavatoio grazie all’associazione Memoria è Storia.

«Abbiamo voluto questo evento per aggregare le persone convincendole ad uscire di casa per passare una serata diversa, tutti assieme», commenta il presidente Vittorio Monni.  Davanti ad un pubblico misto di over 50, over 40 ma anche di bambini e giovanissimi è scoppiata la festa. E così, tutti quelli che ormai si sono abituati a vedere il lavatoio la sera ormai deserto, così come il parco, si sono dovuti ricredere. Il luogo simbolo del paese, location prescelta negli anni 80 dai giovani, si è animato con i colori della gente,  i saluti, gli abbracci.

Tutto ciò insomma che ci stavamo dimenticando.  Dopo una tappa nel lavatoio a guardare le foto ricordo di quegli anni, raccolte meticolosamente dall’associazione Memoria è Storia, per tutti c’è stato un bagno di musica nella piazza Dessì.

Prima le band che dopo trent’anni si sono riformate per l’occasione, per fare un regalo ai villacidreso, poi i Macalosa Young con la carica dei musicisti e del cantante ancora una volta ha fatto sognare un pubblico nostalgico della buona musica del passato. Dopo gli applausi il colpo di scena. Basta l’arrivo del dj e della vocalist per trasformare la piazza in una grande discoteca all’aperto.

E tra pelle d’oca e ricordi c’è chi non ha resistito e ha cominciato a ballare. Indescrivibile vedere bambini con i genitori e i nonni nella stessa pista, a dispetto dell’ora (i temerari sino alla mezzanotte) dimenticando qualche acciacco , ma soprattutto i problemi quotidiani. E allora tutti a intonare con  i cori le canzoni più gettonate di quegli anni  con  mani al cielo e salti. Una notte insomma da incorniciare. Tanto la domenica la sveglia si lascia spenta.

Stefania Pusceddu

 

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