Vite e vini: Antonella Corda racconta la sua cantina

Tra le profumate e colorate colline di Serdiana, in un paesaggio di inestimabile bellezza, si colloca la cantina di Antonella Corda da cui prende il nome. Dopo aver ereditato nel 2009 le vigne di famiglia, Antonella ha deciso di investire e scommettere nel suo progetto di rinnovamento dell’azienda nelle pieghe della tradizione. “Di madre in vigna” è lo slogan che sottolinea non solo il sentimento e il legame materno verso la terra e i suoi vitigni ma anche il passaggio di testimone tra la madre ed Antonella. Con l’inaugurazione, avvenuta lo scorso mese, Antonella ha aperto le porte della sua cantina presentando i prodotti frutto delle due vigne che si estendono su terreni sabbiosi, argillosi e calcarei, ciottolosi e limosi. Una degustazione di vini prodotti da uve raccolte a mano e affinamento in acciaio. L’architettura, lo stile della cantina richiama le tradizionali case Campidanesi. Per aspetto, cura dei particolari ed eleganza, la cantina di Antonella è stata definita “Boutique Winery”.


Lei ha con la terra un legame profondo e intenso sin dalla tenera età. Come è riuscita a trasformare e fondere la passione in lavoro?

La passione per la terra e per il vino mi ha spinto a studiare agraria. La scelta di ristrutturare l’azienda ereditata da mia madre l’ho sentita come un dovere ed una responsabilità nei confronti di chi l’azienda l’aveva creata. 
Cosa si intende con “Boutique Winery” tutta al femminile?

“Tutta al femminile” ci è stato attribuito per il fatto che è un’azienda fortemente voluta da mia madre e portata avanti da me. La cantina è stata definita per la prima volta “Boutique Winery” diversi anni fa. Chi lo aveva fatto era solito visitare piccole cantine francesi. Proprio in Francia si utilizza questa definizione per quelle cantine piccole ma molto ben curate. Ovviamente per noi questo è un obiettivo che ci piace perseguire.

Antonella Corda e il marito Christian Puecher

 Il logo della cantina è molto particolare. A prima vista, lascia libera interpretazione. Ognuno può vederci qualcosa. Per Lei, invece, cosa rappresenta? Quale messaggio intende trasmettere?
Credo che la cosa più interessante sia la sua libera interpretazione. Per me rappresenta innanzitutto la terra da cui tutto parte e da cui tutto nasce. I filari mossi dal vento.
 Lei ha condotto degli studi specifici per acquisire conoscenze e competenze nel settore. Qual è stato il suo percorso?
Laurea in scienze e Tecnologie Agrarie all’università di Sassari corso quinquennale. Master and Back (regione Sardegna) presso l’istituto di San Michele all’Adige in microbiologia enologica. Master 1° livello san Michele all’Adige sulla gestione del sistema vitivinicolo con focus sui vini spumante. Corso Wine business al MIB di Trieste.
-Vini e vitigni rappresentano la terra in cui nascono. Mi citi tre vini che, per Lei, sono il simbolo del suo paese.

Il Nuragus, il Vermentino e il Cannonau. Tonalità di colori, profumi e gusto che si mischiano con l’essenza e la bellezza della mia terra. Ne assorbono il carattere.

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La filosofia aziendale di Antonella punta al green. Il terreno coltivato a vite è da circa un anno in conversione biologica, sono in fase di realizzazione sistemi per il riutilizzo delle acque ed è in progettazione l’impianto fotovoltaico. Un piccola “boutique winery” quella di Antonella Corda che mira alla modernità, all’innovazione, alla sostenibilità e soprattutto all’eccellenza.

Elena D’Ettorre

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