Walter Uccheddu, campione di ciclismo

Il ciclista sardo Walter Uccheddu, il 3 giugno ha conquistato, a Pineto degli Abruzzi (TE), il titolo italiano e si è classificato terzo al campionato europeo, disputatosi il 20 giugno a Quartu Sant’Elena.

La gara su strada, valevole per il campionato italiano, si è svolta al mattino su di un tracciato di 20 chilometri con un leggero falso piano che ha reso impervio il percorso, quattro giri da cinque chilometri ognuno. «Subito dalla partenza»,  si sono susseguiti allunghi di alcuni ciclisti che hanno reso il primo giro molto agguerrito. Già dal secondo giro siamo rimasti al comando solo in 5 dei 21 partenti. Non ho partecipato al continuo susseguirsi di scatti ed allunghi, in quanto sono arrivato alla manifestazione con appena 55 giorni di allenamento. L’ultimo giro è stato più calmo, ci siamo studiati per affrontare la volata finale. Prima di immetterci sul rettilineo d’arrivo, l’insidiosa curva sulla destra l’ho affrontata a forte velocità, guadagnando 20 metri e così sino al traguardo». La corsa a cronometro individuale si è svolta al pomeriggio, il percorso era lo stesso della gara su strada, un solo giro da cinque chilometri, partenza a sorteggio. Walter Uccheddu è partito terzo. Ha impiegato 7′ 54″ a percorrere i  cinque chilometri.. Il secondo è arrivato a soli 4″ e il terzo a 16″.

Per campionato europeo il  19 giugno si è disputata la cronometro individuale sulla distanza di 5 km su un percorso totalmente pianeggiante, 49 atleti alla partenza provenienti da 24 nazioni europee. «La mia prova», precisa Walter Uccheddu, « è stata sotto tono, appena ottavo assoluto, e quinto  della mia fascia di età 40-49 anni e secondo italiano». La corsa su strada si è svolta il giorno dopo, su un percorso totalmente pianeggiante di 2700 metri. «Scandalosa la decisione di  riduzione il percorso», denuncia Walter Ucceddu»,  da 20 ad appena 13,500 chilometri. Non sono stato di certo  avvantaggiato, anzi mi ha condizionato. Molto deludente il percorso privo di insidie e di tratti tecnici, che avrebbero esaltato le mie doti.  Alle fine di una gara molto breve e poco spettacolare il tutto si è risolto in una affollata volata di gruppo, dove sono arrivato terzo assoluto e terzo  per la fascia di età 40-49 e primo fra gli italiani in gara».

Una carriera davvero straordinaria quella di Walter Uccheddu iniziata nel 1980 ad appena nove anni e impreziosita da una lunga teoria di ben 226 vittorie: 102 su strada, 86 nel ciclocross e 38 in pista moltissime delle quali ottenute nella penisola. 13 i titoli sardi ottenuti ma le vittorie più prestigiose sono le due edizioni della Coppa Europa per Nazioni da juniores, dal 1986 al 1990 i cinque  trofei come miglior ciclista sardo e le indimenticabili sette maglie azzurre nel ciclocross. A livello societario inizia invece in Sardegna con la società ciclistica Gonnosfanadiga e con la Tre Archi Arredamenti per poi proseguire nella penisola in Friuli con la Caneva, in Veneto e ancora a Milano con la Guerciotti.

Improvvisamente la vita lo ha  posto di fronte alla gara forse più difficile. Nel 1997 gli viene diagnosticato il male per cui ha dovuto lasciare il ciclismo per poi riprendere  nel 2012 le gare dopo un’interruzione di quindici anni. In dialisi dal 2011 è stato poi trapiantato. «Devo convivere con la dialisi ma grazie alla tenacia e all’abitudine alla fatica non mi sono mai dato per vinto», fa notare Walter Uccheddu. Nel frattempo la “freccia di Gonnosfanadiga”  non perde il vizio di vincere anzi alza notevolmente la posta in palio andando a conquistare per quattro anni consecutivi dal 2012 al 2015 il Campionato Italiano ed il Campionato Europeo Dializzati e Trapiantati e, ciliegina sulla torta, lo scorso anno sulla pista di  Montechiari (Brescia) porta l’asticella del record mondiale dell’ora a toccare i 41 km e 907 metri. Una sfida al limite delle possibilità per un dializzato. Prosegue intanto incessante sotto il severo controllo di papà Gianni suo primo tifoso e allenatore la preparazione in vista dei prossimi impegni sportivi.

Alla non più verde età di 48 anni, Walter Uccheddu sta dimostrando come sia possibile, anche sotto dialisi o dopo un trapianto, svolgere un’attività sportiva agonistica e ottenere brillanti risultati. «Questi risultati li devo a tutti quelli che hanno creduto in me – afferma il ciclista di Gonnosfanadiga – all’Asnet, ai medici che mi hanno operato e mi stanno seguendo nel post trapianto e anche alla mia famiglia». Ma è all’Asnet in particolare  che Walter Uccheddu rivolge una particolare attenzione:  «Sostiene queste iniziative sportive, che consentono a noi  pazienti di avere una vita normale».

Renato Sechi

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